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Il Santuario delle 7 chiese, anche conosciuto come Santuario Giubilare delle sette chiesette, è un percorso votivo semplice da fare e inserito nella splendida cornice dei colli Euganei.

Conosciamo meglio un percorso “unico” nel suo genere, quello del Santuario delle 7 chiese di Monselice. Lungo questo sentiero che “perdona i peccati di tutti i suoi pellegrini” riscopriamo la bellezza dei colli Euganei e il lascito di una famiglia davvero speciale!

Martina

Articolo scritto da Martina Ossato, amante dell’arte in tutte le sue sfumature, diplomata in architettura e design, laureata in Beni Culturali e infine specializzata nel 2015 in Discipline Artistiche, con una tesi in economia e commercio dell’arte, presso l’Università di Verona.

Vedere il bicchiere mezzo pieno!

Siamo sinceri: il 2020 per ora non sta dando molte soddisfazioni. Dopo aver metabolizzato gli iniziali momenti di preoccupazione, solo nelle ultime settimane abbiamo potuto ri-assaporare – finalmente – un po’ di normalità, almeno in materia di spostamenti! Qual è il mio limite oggi? La regione Veneto!

Ma diciamocelo: non mi è andata per niente male, anzi! Può sembrare un’eresia – specie se detta da una dipendente di un’agenzia viaggi – ma sono quasi convinta che questa emergenza sanitaria globale possa riservare dei risvolti inaspettati, specie a livello turistico. Infatti sarebbe insensato non approfittare di tutto ciò  per poter riscoprire la propria “terra natia”, che spesso mettiamo da parte per preferire paradisi tropicali o metropoli chiassose. Ovviamente dobbiamo cominciare con piccoli passi, rispettando sempre le regole… mascherina inclusa!

Monselice_Santuario delle 7 chiese di Monselice
Source: Pixabay

Il Santuario delle 7 chiese di Monselice: l’itinerario

Comincio questa mission alla scoperta del Veneto proponendovi un itinerario a piedi che non è molto “battuto” dai visitatori italiani stranieri: il percorso denominato il Santuario delle 7 chiese di Monselice, in provincia di Padova, conosciuto anche come Santuario Giubilare delle sette chiesette. In passato il Santuario delle 7 chiese di Monselice era invece meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli.

Tanti sono gli elementi che colpiscono il visitatore in questo breve e per nulla faticoso itinerario, a cominciare dal panorama – non a caso ci troviamo sui strepitosi colli Euganei –  e dalla meravigliosa Villa Duodo – situata a 50 metri di altitudine, a metà del colle della Rocca.

Santuario delle 7 chiese di Monselice
Photo Credit: Marta Mancini del blog Viaggi e sorrisi

Il Santuario Giubilare delle 7 Chiese a Monselice oggi si presenta come un suggestivo cammino votivo, costellato da sei cappelline che si susseguono lungo la “via sacra” che sale fino al piazzale di Villa Duodo, dove si erge l’ultima Chiesa intitolata a San Giorgio, la maggiore delle sette, dove oggi riposano le salme di 25 martiri cristiani.

Come arrivare

Per arrivare al Santuario delle 7 chiese di Monselice bisogna innanzitutto arrivare a Monselice in provincia di Padova. Ci potete arrivare in macchina o in treno.

Dal centro di Monselice si arriva all’inizio del percorso attraversando piazza Mazzini e arrivando fino alla Porta Romana, da dove parte una stradina leggermente in salita che vi porterà alle chiesette.

Dietro grandi progetti… solo grandi uomini

Come spesso accade le grandi opere non sono frutto di una sola mente, bensì di un’intera famiglia che ha saputo portare avanti per secoli un sogno comune. Anche nel caso di Villa Duodo e del suo sentiero, tutto è cominciato con 2 fratelli: da un lato Francesco, uomo d’azione – partecipa alla Battaglia di Lepanto – e al tempo stesso grande collezionista d’antichità, mentre dall’altro c’è Domenico che dedica anima e corpo alla politica, ricevendo addirittura la nomina a Procuratore de Ultra.

A Francesco spetta il merito di aver acquistato il lotto principale nel colle di Monselice, quello comprendente l’antico castello noto come La Rocca di San Giorgio, nel 1589. Con gli anni i due continueranno ad incrementare i loro possedimenti, aggiungendo buona parte delle terre circostanti.

Alla morte di Francesco tutto passa nelle mani del figlio Pietro, il quale nel 1605 ottiene qualcosa che ha dell’incredibile: ottiene da Paolo V il permesso di poter realizzare un “monte santo” – unico nel Veneto – dalla cui visita i pellegrini avrebbero ricevuto gli stessi benefici spirituali accordati ai fedeli che si recavano alle sette basiliche maggiori di Roma.

Il complicato complesso, realizzato tra il 1605 e il 1615, mira così a rappresentare una Roma in miniatura, a cui si accede tramite una porta monumentale sormontata dalla scritta “Romanis Basilicis Pares”.

Il restyling di Scamozzi

Per poter rendere reale un progetto tanto ambizioso, è fondamentale scegliere la persona gusta ovviamente! Il nuovo proprietario fortunatamente vanta molte amicizie, specie tra i committenti dell’architetto più richiesto dell’epoca, considerato addirittura l’erede di Andrea Palladio: Vincenzo Scamozzi. L’architetto viene ingaggiato per dare nuova linfa a questo grande complesso e… ci riesce!

Suo è il merito di aver saputo interpretare con straordinaria originalità il rapporto tra la nuova fabbrica e le strutture murarie esistenti in loco. Guidato dallo spirito del riuso, costruisce un giardino pensile usufruendo dell’antica torretta e decide di lasciare inalterate le mura originali, che vengono tuttavia punteggiate da nicchie che permettano una maggiore visione del panorama circostante.

Con Scamozzi il lotto diventa ufficialmente un complesso di tre elementi legati l’uno all’altro: la villa belvedere, la sala a cielo aperto e una piccola chiesa con cupola accompagnata dalle famose sei cappelle che si snodano lungo il percorso liturgico. All’interno delle piccole chiese sono custodite infine delle opere davvero interessati: una pala attribuita a Giovanni Carlo Loth e cinque tele di Jacopo Palma il Giovane.

Oggi, nello spazio antistante l’edificio si sviluppa un giardino con fontana delimitato da una monumentale scalinata in pietra del 1600 costeggiata con le statue delle Quattro Stagioni, terminante con un’esedra dedicata a San Francesco Saverio. Villa Duodo è oggi sede del Centro Internazionale di Idrologia dell’Università di Padova.

Prima di partire: i miei consigli

L’unico consiglio che mi sento di darvi è di cogliere l’attimo e di approfittare della situazione per poter riassaporare i sapori della vostra terra, della vostra regione (almeno per ora!). Mettetevi in viaggio con occhi nuovi, armatevi di pazienza ma soprattutto rispettate le regole – in queste settimane penso di aver visto di quanta fantasia siamo dotati in materia di mascherine. Basta una disattenzione purtroppo per tornare alla casella iniziale!

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