Castello del Catajo: tra eleganza e rigore

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Un giardino imponente, la cura nei dettagli, una storia secolare… se anche voi, come me, amate antichi castelli capaci di sprigionare ancora oggi magnificenza e rispetto, allora dovete assolutamente visitare il Castello del Catajo, a Battaglia Terme (Pd).

Se vi ho un po’ incuriosito, allora ecco alcune informazioni e curiosità su questo luogo davvero speciale situato nella splendida cornice dei Colli Euganei.

Il Castello del Catajo a Battaglia Terme

Addossato al monte Ceva (Pd), sorge il Castello del Catajo, uno straordinario capolavoro dell’edilizia, risalente al 1570. Personalmente, ho avuto modo di imbattermi in questo nome decisamente inusuale, un bel po’ di tempo fa, tra le pagine di uno dei numerosi libri studiati per il corso di architettura veneta, all’università.

Martina al Castello del Catajo

Il fato ha voluto che mi ritrovassi dinnanzi ai cancelli di questa proprietà, proprio quest’anno, in occasione della prima uscita post lockdown, in piena fase 2. Ricordo che quel giorno il mio entusiasmo non era certo scoppiettante, anzi! Per quale motivo? Ebbene, quel 23 Maggio 2020 per me e il mio compagno non rappresentava solo la prima boccata d’aria fresca dopo la segregazione da Covid, ma anche una sorta di “mini sconfitta personale”, dato che – in condizioni normali – ci saremmo dovuti sposare proprio in quella data.

Ancora non sapevamo che quei pazzerelli dei miei colleghi avevano qualcosa in serbo per noi durante quell’uscita, delle attenzioni che avrebbero reso questa giornata unica e davvero difficile da dimenticare! Ma questa… è un’altra storia!

Una famiglia… battagliera!

Ciò che noterete, quando vi troverete al cospetto del catello del Catajo, è che la costruzione sorge proprio lungo il canale Battaglia, un corso d’acqua artificiale all’incirca rettilineo che si dirama dal Bacchiglione a sudovest del centro storico di Padova, tra le località Paltana e Bassanello.

Il castello nasce per volontà di una casata decisamente agguerrita, capace di fare dell’arte della guerra la propria fortuna: gli Obizzi.  In passato, era risaputo in tutta Europa che gli Obizzi potevano decisamente cambiare il corso di un conflitto… una volta concordato il giusto prezzo!

Proprio grazie ai meriti militari,  alcuni suoi membri ottennero cariche molto prestigiose per l’epoca, come ad esempio Tommaso Obizzi, il quale ricevette da re Edoardo III d’Inghilterra l’onore di far parte dell’Ordine della Giarrettiera.

Le gradi doti strategiche di questa grande stirpe, tuttavia non furono impiegate esclusivamente in campo militare, ma anche in quello matrimoniale! Non di meno, il castello del Catajo nasce proprio grazie a una di queste unioni studiate a tavolino, ovvero quella tra Antonio Obizzi e Samaritana, ultima discendente di una nota famiglia padovana, la quale portò in dote la cappella funeraria nella basilica di S. Antonio e un consistente patrimonio immobiliare, tra cui il terreno lungo canale Battaglia.  L’ampliamento del bene immobiliare avviene qualche anno più tardi, ad opera del figlio della coppia – Pio Enea I – il quale rese la residenza di famiglia una vera fusione di stili.

Visita al castello

Nel Ottocento, l’ultimo erede degli Obizzi lasciò l’intera proprietà nelle mani dei parenti più prossimi, gli Arciduchi di Modena. Il castello, nel corso dei secoli continua ad ampliarsi per poter ospitare addirittura la corte imperiale austriaca in visita, grazie a Francesco IV e Maria Beatrice di Savoia.

Sfortunatamente la storia del Catajo è legata anche a quella della Grande Guerra poiché, nel giugno del 1914, partì proprio da qui l’arciduca Francesco Ferdinando alla volta di Sarajevo, dove fu inevitabilmente assassinato. Nel 1929 il possedimento viene acquistato dai Dalla Francesca che lo misero all’asta nel 2016. Il Castello del Catajo oggi è proprietà di Sergio Cervellin, che ha dato inizio ai lavori di restauro con l’idea di riportare l’antica Residenza al suo antico splendore.

Castello del Catajo Battaglia Terme

L’origine di un nome… insolito!

Quando si sente per la prima volta il nome “Catajo” è inevitabile porsi qualche domanda circa il significato di questo termine apparentemente insolito. Negli anni molti studiosi hanno cercato di dedurne l’origine, sfogliando gli archivi di famiglia o semplicemente facendo delle ipotesi. Tra le teorie più accreditate ricordiamo:

  • 1) il nome Catajo deriva dalla parola Catai, che nel Medioevo indicava la Cina;
  • 2) il nome deriva dal termine veneto “Ca’ Tajo”, che significa “proprietà sul taglio”. Il “taglio” in questione farebbe riferimento allo scavo del Canale di Battaglia Terme, che divide ancora oggi i terreni agricoli circostanti, e al fatto che la tenuta del Catajo si trovi proprio a pochi passi dall’argine.

Combinazione di stili

Come abbiamo potuto notare nell’articolo dedicato al Castello di Thiene, le grandi famiglie del passato si servono spesso delle loro abitazioni per poter comunicare ideali, orientamenti politici e lignaggio nobiliare. Nell’antichità i palazzi aristocratici, le ville di campagna e persino gli chalet di caccia, non sono solo apposizioni di mattoni, bensì veri e propri manifesti dove nulla viene lasciato al caso.

Il castello del Catajo non è di certo un’eccezione alla regola, anzi! Le linee architettoniche esterne del castello, richiamano immediatamente alla mente la siluette di una massiccia fortificazione militare, dove ordine e disciplina sono precetti indispensabili. Tuttavia il visitatore, una volta varcato l’ingresso principale, viene decisamente catapultato in un mondo del tutto differente, dove il rigore si dissipa e lascia spazio a curatissimi giardini interni di impianto rinascimentale, statue orientaleggianti, piste da ballo en plein air e molto altro ancora. Ciò può sembrare un bello shock, eppure risulta essere perfettamente in linea con la storia della famiglia Obizzi. Due facce della stessa medaglia!

Statue del Castello del Catajo

Superato uno scenografico ponte a tre arcate, si accede finalmente al castello e alla sua prima meraviglia: il Cortile dei Giganti. Un tempo, in questo luogo era possibile assistere alle naumachie, ovvero a rievocazioni delle più famose battaglie navali, grazie a un ingegnoso sistema idraulico che permetteva di “allagare” l’intero giardino. In passato si poteva assistere a simili divertimenti solo nelle più grandi corti europee, come Versailles per esempio! Molto curiosa è la presenza di una statua rappresentante Bacco in groppa ad un elefante, posizionata proprio dinnanzi alle prime scalinate. Secondo le fonti, quest’opera realizzata nel XVII secolo, è stata fortemente voluta da Pio Enea II Degli Obizzi, quale inno all’oriente.

Zelotti e il suo inno agli Obizzi

Per poter raggiungere il piano nobile, è necessario percorrere una suggestiva scalinata, ideata per essere fruibile anche a cavallo. Se siete atletici come la sottoscritta, allora preparatevi perché… il fiatone è assicurato! Una volta entrati nella prima sala, l’occhio viene subito rapito dall’imponente albero genealogico della famiglia Obizzi, dal capostipite Obicio I fino al costruttore del castello, Pio Enea I.

In origine le decorazioni erano previste  solo per i muri esterni (oggi praticamente illeggibili), tuttavia nel 1571 Pio Enea volle chiamare uno dei discepoli più affermati di Paolo Veronese, Gian Battista Zelotti, per occuparsi di 40 riquadri nelle pareti interne che dovevano rappresentare le gesta della sua famiglia. Zelotti con maestria, ha saputo lasciarci un ciclo pittorico tra i più completi, importanti e ben conservati nel suo genere. In ogni sala l’osservatore diventa testimone di grandi gesta, di  matrimoni sontuosi, agguerrite battaglie e tragici assassini.

Il giardino delle Delizie

Se cercate un’ottima location fotografica per immortalare la vostra visita al castello, allora dovete assolutamente recarvi nel giardino delle Delizie. Qui, vi innamorerete sicuramente della grande peschiera circondata da magnolie, delle piante esotiche e delle fontane monumentali. Molto interessante è anche la notevole collezione di agrumi in vaso, posizionati con cura lungo le scalinate d’accesso e i percorsi principali. Il giardino ancora oggi conserva alcuni tra gli alberi più importanti d’Europa, come due gigantesche magnolie del ‘700 e una imponente sequoia, tra i primi esemplari importati dall’America.

Particolare Castello Catajo

Il castello del Catajo e … la dama azzurra

Come ogni castello che si rispetti, anche il Catajo nasconde tra le sue mura un fantasma! La povera anima tormentata che si aggira tra i suoi corridoi, è quella di Lucrezia – moglie di Pio Enea II Obizzi – uccisa da un certo Attilio Pavanello, che invaghitosi di lei, non sopportava l’idea di non essere ricambiato nei suoi sentimenti. Secondo alcuni storici questo episodio ha rappresentato uno dei fatti di cronaca nera più cruenti della storia veneta del Seicento! Molti turisti e passanti, nel corso degli anni, hanno confessato di aver visto una donna in abito azzurro comparire e scomparire in diversi punti della Villa, alimentano così la leggenda della Dama azzurra.

Informazioni utili per visitare il castello del Catajo

Castello del Catajo orari e prezzi

Ecco alcune informazioni utili per la vostra visita al castello del Catajo:

Il biglietto comprende l’accesso al giardino storico e al Piano Nobile. L’accesso al piano nobile è contingentato tramite prenotazione. Le tariffe sono: Adulti € 9,00 / Bambini dai 6 ai 12 anni € 3,00 / Bambini fino ai 5 anni ingresso gratuito

Molto allettante è l’EXCELLENCE TICKET, il quale dà la possibilità di visitare con un unico biglietto il Castello del Catajo, Villa dei Vescovi e il Giardino di Valsanzibio. Il costo è di 25,00 euro e ha una durata di 60 giorni.

ATTENZIONE: il castello del Catajo, essendo una struttura antica, presenta varie barriere architettoniche che possono ostacolare la visita a chi è portatore di disabilità motorie.

Il Castello del Catajo ed i suoi giardini rimarranno chiusi per la pausa invernale dal 1° dicembre e riapriranno a marzo 2021.
A seguito del DPCM con validità dal 4.12.2020, quest’anno non ci saranno le consuete aperture straordinarie durante il periodo natalizio.

Se volete prenotare visite al castello per singoli visitatori, per gruppi, organizzare eventi, matrimoni o creare delle attività didattiche per le scuole, è importante compilare un modulo online che potete trovare nel sito ufficiale del Catajo, alla voce “Contatti”.

14 commenti su “Castello del Catajo: tra eleganza e rigore”

  1. Ma che bell’articolo ricco ed esaustivo che hai scritto su questo castello che non conoscevo affatto! Non sono mai stata nella zona dei Collo Euganei ma in molti me l’hanno consigliata!

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  2. Sono passata davanti al castello del Catajo anch’io in maggio finito il lockdown, durante un giro in bici nella ciclabile dei Colli Euganei! Vedendolo da fuori esteticamente non mi aveva entusiasmato, però la foto nell’articolo con la veduta del complesso è molto bella. E la storia sicuramente interessante da conoscere. E’ nella mia lista dei luoghi da visitare, apprezzo questo articolo attraverso cui lo fai conoscere.

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  3. Un bellissimo castello che non conoscevo assolutamente! Rimango sempre affascinata dai castelli e dalle ville, se capito in zona non me lo posso proprio perdere!

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  4. Ma lo sai che non avevamo assolutamente mai sentito parlare di questo castello? Sembra davvero una meraviglia e mi hai dato un’idea per una prossima gita fuoriporta!

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  5. Adoro i castelli, il mio blog è incentrato proprio su borghi e castelli, che attraggono inevitabilmente la mia curiosità ed attenzione!!! Questo castello non lo conosco ma lo inserisco volentieri nella lista dei posti da visitare al meno una volta nella vita 😜

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  6. Ho bazzicato quella zona per un periodo, ma non sapevo che ci fosse un castello e per giunta così bello. Peccato, perchè sono una vera appassionata di castelli e questo sembra fantastico. Vorrà dire che dovrò organizzare una visita appositamente per vederlo.

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