Il nostro on the road in Albania si è rivelato davvero interessante e vario, perché in 10 giorni siamo riusciti a vedere alcune delle città più belle del Paese delle Aquile ma anche diverse spiagge, e devo dire che è stato uno di quei viaggi che ci ha sorpresi più del previsto.

In questo articolo vi racconto il nostro itinerario di 10 giorni in Albania, con tutte le tappe, i tempi e le sensazioni vissute lungo il percorso, nella speranza che possa esservi utile se state pensando a una vacanza in questo Paese ancora poco turistico ma sempre più in crescita.

L’Albania è una destinazione perfetta per un viaggio on the road, soprattutto se come noi viaggiate con bambini e cercate un buon equilibrio tra mare, città e ritmi sostenibili.

Sono Elisa, Travel Blogger, Content Creator e Travel Designer. Dal 2018 racconto i nostri viaggi — prima in coppia e oggi con le mie due bimbe — per ispirare altre famiglie a partire più spesso e con più serenità. Se vuoi seguire il nostro mondo fatto di luoghi speciali, consigli sinceri e vita di viaggio, mi trovi su Instagram: @elilovestravelling. E se sogni un viaggio creato su misura per te, scopri il mio servizio di Travel Design: un itinerario personalizzato, pensato davvero per il tuo ritmo.

Itinerario di 10 giorni in Albania: com’è nato il nostro on the road

Prima di scegliere le tappe del nostro viaggio in Albania ho letto diversi blog e consultato una guida cartacea, cercando di capire non solo cosa vedere ma soprattutto quanto fossero realistiche le distanze e quali mete potessero essere davvero adatte anche a nostra figlia.

Le esigenze da cui siamo partiti erano molto semplici, ma per noi fondamentali: volevamo alternare mare e città, evitare un viaggio troppo serrato che diventasse più uno spostamento continuo che una vacanza e soprattutto non volevamo passare giornate intere in macchina, anche perché né io né Michele amiamo particolarmente guidare, e all’estero solitamente guida sempre lui.

Con queste premesse abbiamo costruito un itinerario di 10 giorni in Albania ad anello, evitando inutili avanti e indietro e scegliendo tappe che ci permettessero di non superare mai le 3 ore di guida, cosa che vi consiglio davvero di tenere come riferimento se viaggiate in famiglia.

Abbiamo deciso di tralasciare Tirana per dedicarle un weekend in futuro, mentre abbiamo alternato mare e città in modo da avere momenti di scoperta ma anche pause di vero relax.

Siamo stati via a fine agosto, dal 21 al 31 agosto, e a parte un acquazzone e qualche nuvola sparsa abbiamo sempre trovato bel tempo, con temperature perfette per il mare..

Per l’auto ci siamo affidati a DiscoverCars, che utilizziamo da anni perché permette di confrontare facilmente le opzioni, selezionare tutto online e soprattutto avere una copertura completa, che in un viaggio del genere consiglio sempre.

Viaggio in Albania: il nostro itinerario giorno per giorno

Vi metto le tappe in un elenco puntato e dopo vi racconto qualche dettaglio in più per ogni singola tappa:

  • Giorno 1: Berat (1 notte)
  • Giorno 2: Argirocastro (1 notte)
  • Giorno 3 e 4: Ksamil (2 notti)
  • Giorno 5, 6 e 7: Himare (3 notti)
  • Giorno 8: Dhermi (1 notte)
  • Giorno 9: pomeriggio in spiaggia a Durazzo + Kruja (2 notti)
  • Giorno 10: Kruja
  • Giorno 11: partenza la mattina presto per l’aeroporto

Giorno 1 – Arrivo a Berat

Siamo arrivati a Tirana la mattina e, dopo aver ritirato la macchina, ci siamo messi subito in viaggio verso Berat, fermandoci lungo la strada per mangiare qualcosa prima di arrivare in città nel primo pomeriggio.

Berat è stata una bellissima prima impressione dell’Albania, perché appena si arriva si capisce subito perché venga chiamata “la città dalle mille finestre”: le case bianche in stile ottomano sembrano una sopra l’altra e creano un colpo d’occhio davvero unico.

Dopo il check-in abbiamo raggiunto a piedi la fortezza, che non è solo un sito da visitare ma un vero e proprio quartiere ancora abitato, e da lì ci siamo goduti una vista splendida sul fiume Osum e su tutta la città.

Abbiamo visitato anche il Museo Onufri, una tappa veloce ma interessante, e poi ci siamo persi tra le vie del quartiere Mangalem, che è uno di quei posti dove si cammina senza una meta precisa e si finisce per fermarsi ogni due minuti a fare foto.

La sera abbiamo cenato da Elvi, Tradicional Food & Grill, e poi fatto una passeggiata tra Rruga Antipatrea e Bulevardi Republika, godendoci l’atmosfera tranquilla della città.

Abbiamo dormito all’Hotel Villa Edis, una struttura semplice ma accogliente, dove abbiamo avuto il primo vero contatto con l’ospitalità albanese, fatta di gentilezza spontanea e piccoli gesti che fanno davvero la differenza.

Tempo di percorrenza dall’aeroporto di Tirana: 1h45’ circa

Ecco alcune tappe imperdibili durante una visita a Berat:

  • La Fortezza di Berat (Kala): un vero e proprio villaggio fortificato abitato ancora oggi, con antiche chiese bizantine e viste panoramiche.
  • Il Museo Onufri: ospitato all’interno della Cattedrale della Dormizione, celebra l’arte sacra ortodossa e le icone del celebre pittore albanese Onufri.
  • Il quartiere di Gorica: collegato a Mangalem dal ponte ottomano di Gorica, è perfetto per una passeggiata tranquilla e fotografie romantiche.
  • Le moschee storiche: come la Moschea del Re e la Moschea dei Piombi, che raccontano la coesistenza religiosa della città.
  • Il Ponte di Gorica: uno dei simboli di Berat, particolarmente suggestivo al tramonto.
  • Una visita a una cantina locale: Berat è anche famosa per la produzione di vino; diverse aziende vinicole offrono degustazioni in ambienti rilassati.

Giorno 2 – Argirocastro

Il giorno dopo siamo partiti con calma verso Argirocastro, impiegando circa due ore e mezza.

Dopo il check-in nella nostra guesthouse in stile ottomano, dove ci è stata offerta anche una merenda, ci siamo incamminati tra le stradine acciottolate della città, che ha un’atmosfera completamente diversa rispetto a Berat, più austera ma altrettanto affascinante.

Abbiamo visitato il tunnel dell’ex dittatore Hoxha, che si può vedere solo con guida e che offre uno spaccato interessante della storia recente del Paese, e poi siamo saliti fino alla fortezza, da cui si apre una vista bellissima sulla valle del Drino.

Ci sarebbe piaciuto avere più tempo per visitare anche le case storiche come la Skenduli e la Zekate e perderci con più calma nel bazar, ma purtroppo avevamo pianificato una sola notte in città.

Abbiamo dormito alla Guest House Denis, dove la colazione del giorno dopo è stata una delle più abbondanti e buone di tutto il viaggio.

Giorni 3-4 – Relax a Ksamil

Arriviamo finalmente al mare, e precisamente a Ksamil, che è probabilmente la località più famosa dell’Albania. E qui devo essere sincera: è stata la tappa che ci è piaciuta meno.

Il mare è oggettivamente bellissimo, con acqua limpida e colori caraibici, ma abbiamo trovato molta confusione, musica alta e un’atmosfera poco rilassante, soprattutto se si viaggia con bambini.

Il primo giorno siamo capitati in una spiaggia che non era proprio il nostro genere, troppo affollata e caotica, mentre il secondo giorno ci siamo spostati a Pema e Thatë, dove la situazione è nettamente migliorata: acqua pulita, spiaggia sabbiosa e un ambiente decisamente più vivibile anche in famiglia. Rimane comunque una zona piuttosto frequentata, ma sicuramente più piacevole rispetto ad altre aree di Ksamil.

Sempre il secondo giorno abbiamo deciso di alternare il mare con una visita culturale e siamo andati al sito archeologico di Butrinto, che è stato senza dubbio uno degli highlight di tutto il viaggio. Si tratta di un sito UNESCO immerso nella natura, tra laguna e vegetazione, dove si passeggia tra rovine greche, romane e bizantine in un contesto davvero suggestivo. La visita è semplice e piacevole anche con bambini, perché il percorso è abbastanza intuitivo e non troppo lungo, e permette di vedere teatro, basilica, mura antiche e resti di diverse epoche tutte nello stesso luogo.

Abbiamo soggiornato a Villa Earta & Leo, senza colazione ma con la possibilità di usare la lavatrice, cosa che in un on the road fa davvero comodo.

Salendo verso Himare, abbiamo provato a passare da Saranda. Ma dopo esserci imbottigliati nel traffico in una via a senso unico, siamo scappati appena possibile!

Giorni 5-7 – Himare, tra mare e autenticità

Himare è stata senza dubbio la nostra tappa preferita di tutto il viaggio, e il motivo è semplice: qui abbiamo trovato un equilibrio perfetto tra mare bello e atmosfera rilassata.

Le spiagge sono ampie, meno affollate rispetto a Ksamil e decisamente più vivibili, soprattutto se viaggiate con bambini.

Abbiamo visitato Livadi Beach e Jale Beach, entrambe molto belle e adatte anche per fermarsi tutta la giornata senza stress.

Uno dei momenti che ci è rimasto più nel cuore però è stata la visita al castello di Himara, che si trova nella parte alta del paese. Si arriva in pochi minuti di auto e poi si prosegue a piedi tra le rovine di questo antico villaggio, ancora abitato in parte, con case in pietra, chiesette e scorci davvero suggestivi. Qui il tempo sembra essersi fermato, e passeggiare tra le stradine silenziose è stata una delle esperienze più autentiche di tutto il viaggio.

C’è anche un piccolo bar, uno dei pochissimi punti aperti tra le rovine, dove ci siamo fermati a bere un caffè e fare merenda con le torte fatte in casa, con una vista incredibile sul mare e sulla costa. Uno di quei momenti semplici ma perfetti, che ti fanno rallentare davvero.

Qui le giornate scorrono lente, si mangia pesce fresco, si rientra con calma e si gode davvero il viaggio senza la sensazione di dover sempre fare qualcosa.

Abbiamo dormito da Sofia’s Rooms, una struttura semplice ma gestita con grande attenzione e disponibilità.

Giorno 8 – Dhermi e le sue acque cristalline

Dhermi è una di quelle tappe che vi rimangono negli occhi, perché il mare qui è davvero incredibile, con colori intensi e acqua trasparente.

Abbiamo passato la giornata al Baia Beach Bar, molto curato e piacevole, ma quello che ci è piaciuto davvero tanto è stato il borgo antico, che si trova più in alto rispetto alla costa.

Salendo, si cambia completamente atmosfera: niente musica, niente caos, solo vicoli in pietra, case tradizionali e un silenzio che invita a rallentare. È uno di quei posti in cui si passeggia senza una meta precisa, semplicemente per godersi l’ambiente.

Devo però essere sincera su un posto molto visto sui social: Zoe Hora. Ci siamo fermati per un aperitivo proprio perché lo avevamo visto più volte online, ma l’abbiamo trovato piuttosto sopravvalutato. Il vino non ci ha convinti, i prezzi erano alti rispetto alla media albanese e il servizio così così. Sicuramente la vista è bella, ma nel complesso non è stata un’esperienza che rifaremmo.

La sera abbiamo deciso comunque di fermarci a cena al ristorante Zymo by Zoe Hora, che è una versione un po’ più informale dello stesso concept. La location è molto bella e curata, e c’è anche un po’ di intrattenimento che rende l’atmosfera piacevole, ma i tempi di attesa sono stati davvero lunghissimi, e con bambini questo per noi è stato un grande punto a sfavore. Anche qui i prezzi sono più alti rispetto allo standard albanese, quindi è una scelta che farei solo se cercate un posto un po’ più scenografico.

Nel complesso, Dhermi ci è piaciuta molto per il mare e per il borgo, ma su questi locali ci sentiamo di dirvi di valutare bene le aspettative. A Dhermi abbiamo dormito all’Old Town Hotel Dhermi, un hotel semplice e vicino al centro storico.

Giorno 9-10 – Ultima tappa: Kruja

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata Kruja, e devo dire che è stata una chiusura perfetta, perché ci ha permesso di vedere un lato completamente diverso dell’Albania. Kruja si trova nell’entroterra, a circa 40 minuti da Tirana, ed è una città profondamente legata alla storia del Paese, in particolare alla figura di Skanderbeg, l’eroe nazionale.

La prima cosa da fare qui è salire al castello, che domina tutta la valle e da cui si ha una vista davvero bellissima, soprattutto nelle giornate limpide. All’interno del castello si trova il Museo Skanderbeg, che racconta la storia della resistenza albanese contro l’Impero Ottomano, ed è una visita che secondo noi vale la pena fare anche solo per contestualizzare meglio tutto il viaggio.

Sempre all’interno del complesso si trova anche il Museo Etnografico, che è stato uno dei luoghi che ci è piaciuto di più, perché permette di entrare concretamente nella vita quotidiana di una famiglia albanese del passato, con ambienti ricostruiti e oggetti originali che rendono la visita molto coinvolgente anche per i bambini.

Scendendo dal castello si arriva al bazar di Kruja, che è una delle zone più caratteristiche di tutta l’Albania: una lunga via acciottolata piena di botteghe artigiane dove si trovano tappeti, oggetti in rame, souvenir e prodotti locali. È sicuramente turistico, ma mantiene ancora un certo fascino e vale la pena prendersi il tempo per passeggiare senza fretta.

Noi vi consigliamo di dedicare almeno una giornata intera a Kruja, ma se potete fermatevi una notte, perché la sera e la mattina presto l’atmosfera cambia completamente.

Abbiamo dormito al ROOMS Emiliano Castle of Kruja e qui abbiamo vissuto uno di quei momenti che rendono davvero speciale un viaggio: abbiamo cenato entrambe le sere nel loro ristorante, con una vista bellissima sulla torre illuminata, davvero suggestiva. La prima sera abbiamo scelto la loro cena degustazione, con diversi assaggi della cucina albanese, ed è stato un modo perfetto per scoprire piatti locali che probabilmente non avremmo ordinato singolarmente, con un dolce finale davvero molto molto particolare.

La seconda sera invece abbiamo optato per una cena di carne, più semplice ma comunque molto buona, sempre accompagnata da quella vista che da sola vale la cena.

Giorno 11 – Rientro (31 agosto)

L’ultimo giorno la sveglia è suonata presto, perché anche se il volo era alle 11, siamo partiti alle 6:30 per raggiungere con calma l’aeroporto di Tirana e riconsegnare l’auto senza stress.

È stato uno di quei rientri un po’ silenziosi, con ancora negli occhi i paesaggi visti nei giorni precedenti e la sensazione di aver scoperto un Paese che non ci aspettavamo così vario.

Salutiamo l’Albania con il cuore pieno di immagini, sorrisi e profumi che, ne siamo certi, ci accompagneranno ancora a lungo.

Consigli pratici per un itinerario di 10 giorni in Albania

Per organizzare il viaggio, questi sono gli strumenti che utilizziamo sempre anche noi e che trovate riassunti nella nostra checklist completa .

Per cercare voli potete usare Skyscanner: https://skyscanner.pxf.io/xLAnQv
Per gli alloggi noi ci troviamo sempre bene con Booking: https://booking.tpx.lt/C77XezBr

Il noleggio auto è fondamentale per questo itinerario, perché molte delle tappe non sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici.

DiscoverCars.comAlbania, itinerario di 10 giorni tra spiagge e città da non perdere 6

Tenete presente che in molte strutture si paga ancora in contanti, quindi conviene avere sempre lek con voi. Nel nostro caso le commissioni della Raffeisen Bank erano le più convenienti per il prelievo di contanti, però magari verificate sempre da due o tre ATM.

Per quanto riguarda il cibo, si mangia davvero bene ovunque: vi consiglio di provare la tave kosi, il pesce sulla costa e i dolci tipici come la baklava.

Itinerario di 10 giorni in Albania: vale la pena? La nostra esperienza

Questo itinerario di 10 giorni in Albania è stato per noi un perfetto equilibrio tra scoperta e relax, tra mare e città, tra luoghi più turistici e altri ancora autentici. È un viaggio che consigliamo davvero, soprattutto se volete qualcosa di diverso dalle classiche destinazioni estive, ma comunque facile da organizzare e adatto anche a una famiglia.

L’Albania è un Paese che sta cambiando velocemente, quindi secondo noi questo è davvero il momento giusto per visitarla, prima che alcune zone perdano quella semplicità e autenticità che oggi la rendono così speciale.

Se volete costruire un itinerario su misura per voi e per la vostra famiglia, potete dare un’occhiata anche al nostro servizio di Travel Design.

*Questo post contiene link affiliati. Ciò significa che se acquisti prodotti e/o servizi attraverso questi link, io riceverò una piccola commissione er sostenere il mio progetto, ma per te non ci sarà alcuna differenza sul prezzo finale.

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