Il Carnevale di Venezia è senza dubbio uno dei più famosi carnevali del mondo, anzi forse addirittura il più celebre dopo quello di Rio de Janeiro. Tante sono le curiosità attorno a questo Carnevale che vede sfilare centinaia di maschere per le calli di Venezia e che attira tantissimi visitatori da tutto il mondo. Forse però non tutti conoscono le origini del Carnevale di Venezia e cosa lo rende così affascinante oltre agli eventi che lo caratterizzano.

In questo articolo vi racconterò tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul Carnevale di Venezia, dalle sue origini agli eventi da non perdere e come, secondo me, godersi al meglio questo grande evento.

Venezia_Carnevale

Le origini del Carnevale di Venezia

Secondo le ipotesi più accreditate la parola Carnevale deriva dalla locuzione latina carnem levare, ovvero ‘eliminare la carne’, indicando il giorno dopo i festeggiamenti e i banchetti di ‘Martedì Grasso’, in cui iniziava il periodo della Quaresima con astinenza e digiuno.

La tradizione del Carnevale ha origini molto antiche, infatti già all’epoca dei romani e dei greci, in occasione dei ‘Saturnali’ a Roma e delle ‘Dionisiache’ greche era indetto un periodo dell’anno durante il quale si lasciavano da parte i rigidi obblighi sociali dell’epoca per lasciare spazio allo scherzo e alla dissolutezza. Oltre ad essere un periodo di festa, era anche un periodo di rinnovamento al termine del quale l’ordine costituito tornava preponderante e rinvigorito.

Le origini del Carnevale di Venezia sono anch’esse molto antiche, sembra infatti che la prima testimonianza risalga al 1094 e nello specifico ad un documento del Doge Vitale Falier nel quale si parla di divertimenti pubblici e la parola carnevale viene nominata per la prima volta. Mentre il primo documento ufficiale che fa riferimento al Carnevale come ‘festa pubblica’ è un editto del Senato della Serenissima del 1296.

Alla base dell’istituzione del Carnevale di Venezia sembra essere la necessità della Serenissima di concedere alla popolazione un periodo di ‘svago’ durante il quale, grazie all’anonimato fornito da maschere e costumi, le divisioni sociali venivano meno e si potevano addirittura deridere le autorità cittadine e i nobili. Tale periodo era un modo per dar sfogo a superare le tensioni che, a causa delle limitazioni imposte dalle autorità su morale comune e ordine pubblico, inevitabilmente si creavano. Grazie al divertimento e ai festeggiamenti protratti per un periodo dell’anno, queste tensioni sfumavano.

Il Settecento

Il Carnevale di Venezia raggiunge il suo massimo splendore nel Settecento, acquistando risonanza in tutta Europa. Il travestimento è l’essenza stessa della festa. Trasgressione, leggerezza e divertimento sono infatti resi possibili da maschere e costumi che come abbiamo già detto prima garantivano l’anonimato. Venezia si trasformava quindi nel più grande palcoscenico d’Europa e nelle sue calli, nelle sue piazze, tutto (o quasi) era possibile.

Nel 1797, a causa dell’occupazione francese di Napoleone e in seguito di quella austriaca, venne interrotta la tradizione del Carnevale nel centro storico della città, per paura di ribellioni e disordini da parte della popolazione. Negli altri centri della Laguna di Venezia, Burano e Murano, si continuò a celebrare il Carnevale anche durante le occupazioni.

Dal Novecento ad oggi

La ripresa dei festeggiamenti a Venezia avvenne quasi due secoli dopo, nel 1979, grazie all’iniziativa e all’impegno di alcune associazioni di cittadini e al contributo economico del Comune di Venezia, del Teatro la Fenice, della Biennale di Venezia e degli enti turistici e nel giro di pochi anni divenne il celebre evento che conosciamo tutt’oggi. Ad oggi, il Carnevale conta quasi 300 eventi a Venezia e nei paesi limitrofi e migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Carnevale di Venezia

Le maschere

Tra le maschere simbolo del Carnevale di Venezia c’è la Bauta, travestimento composto da un mantello nero o tabarro e un tricorno nero su un volto bianco. Grazie alla particolare forma della maschera con il labbro superiore allargato e sporgente che permetteva di mangiare e bere senza togliere la maschera e il naso molto stretto che permetteva di mascherare la voce, garantiva il totale anonimato ed era per questa ragione, indossata sia dalle donne che dagli uomini.

Bauta_maschera veneziana
Photo Credit: Pixabay

Un altro travestimento molto utilizzato dalle donne era quello chiamato Moretta, costituito da una maschera di velluto con cappellino e veletta molto raffinati. Per indossarla era necessario reggerla tramite un bottone tenuto in bocca e questo faceva sì che chi la indossava non potesse parlare e per questa ragione era anche chiamata ‘servetta muta’.

Non mancavano poi le maschere tradizionali della Commedia dell’Arte tra cui i popolarissimi Arlecchino, Pantalone, Colombina.

Oggi ci sono maschere e travestimenti di ogni tipo ed epoca. Nonostante i vestiti eleganti, e bellissimi, del Settecento la facciano da padroni, vi sono anche dei travestimenti molto originali.

Vino bianco e vino rosso

Curiosità sul Carnevale di Venezia

Voi lo sapevate che il gioco d’azzardo a Venezia era consentito soltanto durante il Carnevale? Era infatti in questo periodo che piccole case o stanze venivano adibite a ‘Casini’ o ‘Ridotti’ dove le persone si ritrovavano a giocare. Vi si poteva entrare solo travestiti, tranne i croupier, chiamati ‘Barnabotti’, poiché si trattava di nobili impoveriti che si incontravano nella zona di campo San Barnaba dove ancora oggi si legge su un nzioletto: Sotoportego del Casin dei Nobili.

Quali sono gli eventi principali del Carnevale di Venezia?

Maschere in Piazza San Marco

 Il Taglio della Testa del Toro

Le celebrazioni del Giovedì Grasso sono strettamente legate alla storia della Serenissima Repubblica di Venezia e in particolare alle sue vittorie. Il Taglio della Testa del Toro era un rito celebrato ogni anno dal Doge che tagliava la testa a tre buoi inghirlandati offerti dai membri della corporazione dei fabbri e dei macellai in memoria di un evento storico avvenuto tantissimi anni prima.

Questo rito ricorda un episodio del 1162, durante il quale Ulricopatriarca di Aquileia, costituì un’armata formata da feudatari della Carinzia e del Friuli per assalire la città di Grado, mentre i veneziani erano impegnati nella guerra contro i padovanicostringendo alla fuga il patriarca Enrico Dandolo. Il doge dell’epoca Vitale Michiel II reagì immediatamente all’oltraggio catturando Ulrico e dodici canonici che furono portati a Venezia come prigionieri.

La Serenissima permise ad Ulrico di tornare in libertà in seguito al pagamento di un ingente riscatto e, per celebrare la sconfitta degli aquilani, ogni anno un toro e dodici maiali dovevano essere mandati a Palazzo Ducale dove si celebrava una festa in cui gli animali venivano giustiziati.

L’evento era molto seguito dal popolo che applaudiva divertito, tuttavia nel 1523 il Doge Andrea Gritti modificò il rituale portando a tre il numero dei tori ma risparmiando i dodici maiali. Da allora il rito è conosciuto come il Taglio della Testa del Toro.

Il Taglio della Testa del Toro viene rievocato ancora oggi con maschere e carri allegorici.

Il Volo dell’Angelo

 L’evento forse più conosciuto del Carnevale di Venezia è il Volo dell’Angelo. Abbiamo tutti in mente l’immagine dell’Angelo che vola sopra Piazza San Marco dando ufficialmente il via alle celebrazioni del Carnevale. La storia di questo evento è altrettanto lunga e ricca di curiosità.

Il primo ‘Angelo’ fu un giovane funambolo turco che in un’edizione del Carnevale verso metà del Cinquecento, grazie soltanto a un bilanciere, riuscì ad arrivare alla cella campanaria del campanile di San Marco. Da lì, camminando sopra una corda che era attaccata ad una barca ancorata sul molo vicino, arrivò alla balconata del Palazzo Ducale tra gli applausi della folla impazzita.

Inizialmente questo evento era conosciuto come ‘Svolo del Turco’ ma ben presto si trasformò nel ‘Svolo dell’Angelo’ grazie alle ali indossate da coloro che si cimentavano nell’impresa. I protagonisti, raggiunto il palco del Doge, ricevevano doni o somme di denaro da quest’ultimo.

Purtroppo, non andò sempre tutto liscio, nel 1759 ci fu un tragico incidente in cui il funambolo perse la vita in seguito ad uno schianto. A causa di quella disgrazia, l’acrobata fu rimpiazzato da una grande colomba di legno che scendeva spargendo coriandoli e fiori sulla folla. Da allora lo ‘svolo’ cambiò di nuovo nome diventando lo ‘Svolo della Colombina‘.

 La Festa delle Marie

Le origini

Celebrata solitamente il primo sabato del Carnevale con un corteo acqueo che accompagna dodici ragazze dalla chiesa di San Pietro di Castello fino in Piazza san Marco anche questa festa ha origini controverse. Le prime notizie risalgono al 1093 e si pensa che fosse stata introdotta presumibilmente intorno all’anno 943 e continuata poi all’interno del Carnevale quando esso fu istituito.

Il 2 febbraio, giorno della purificazione di Maria, si usava celebrare il giorno della benedizione delle spose, durante il quale venivano benedetti i matrimoni di dodici fanciulle, scelte tra le più povere e belle della città, presso la chiesa di San Pietro di Castello.

Le famiglie patrizie di Venezia venivano coinvolte per costituire la dote delle promesse spose, che come detto sopra erano di umili origini, con delle donazioni e il Doge concedeva loro in prestito gli splendidi gioielli e gli ori provenienti dal tesoro della città. Una volta celebrato il matrimonio, alla presenza del Doge e della nobiltà veneziana, le spose venivano accompagnate in corteo verso Piazza San Marco. Giunte a Palazzo Ducale, le ragazze ricevevano gli omaggi dal Doge che le invitava ad un ricco ricevimento tenuto proprio all’interno del Palazzo Ducale. Successivamente il corteo si imbarcava e scortato da piccole e numerose imbarcazioni di concittadini festanti percorreva il Canal Grande verso Rialto.

L’avvento dei pirati

Nel 943 però questa tradizione venne bruscamente interrotta da dei pirati istriani, che entrati in chiesa durante la celebrazione del matrimonio, rapirono le spose con tutti i gioielli della dote, custoditi da ciascuna di loro in graziose cassette decorate, chiamate arcelle. Dopo la sorpresa iniziale e il caos generato da tale interruzione, alcuni valorosi veneziani decisero di inseguire i pirati organizzando una spedizione a cui partecipò il Doge stesso. Riuscirono a raggiungere i pirati presso Caorle e li uccisero tutti, recuperando fanciulle e gioielli. Il Doge decise inoltre che i cadaveri non ricevessero sepoltura e che fossero gettati in mare in modo che nessuno potesse commemorarli. Il luogo di questo spiacevole episodio da allora è chiamato Porto delle Donzelle.

La Festa delle Marie venne indetta per celebrare questa vittoria. Ogni anno venivano selezionate dodici tra le più belle ragazze di Venezia, due per ogni sestiere della città e per l’occasione furono chiamate Marie, probabilmente dal nome della festa della purificazione di Maria. Di nuovo furono coinvolte le famiglie patrizie che fornivano alle ragazze vestiti, accessori e gioielli per renderle ancora più belle di quanto già fossero.

Avvicinarsi alle Marie era considerato di buon auspicio, non solo perché le fanciulle erano meravigliose, ma anche perché indossavano oggetti di grande valore.

Lo sviluppo della Festa delle Marie

Negli anni questa ricorrenza subì diverse variazioni, fino ad arrivare ad una variazione poco apprezzata da veneziani e visitatori. Le Marie vennero infatti sostituite da sagome in legno per evitare che la festa fosse incentrata sulla bellezza femminile anziché seguire la tradizione religiosa della purificazione di Maria. Per dimostrare il malumore, i veneziani protestarono gettando sassi e ortaggi contro le povere sagome delle Marie e nel 1349 fu varata una legge per vietare il lancio di oggetti verso di essi. A causa di questa variazione ma non solo, la festa ben presto cadde in disuso e venne annullata nel 1379.

Seicento anni dopo, nel 1999, questa festa venne riportata in vita anche se con delle varianti. Ancora oggi però durante il Carnevale di Venezia viene votata la più bella tra le dodici Marie e vi è una grande celebrazione a fare da contorno all’incoronazione della Maria.

Maschera vicino al molo

La Lotta tra Nicolotti e Castellani

Come succedeva spesso nel Medioevo, anche a Venezia esisteva un’antica rivalità tra due famiglie che spesso sfociava in risse. I Castellani, in prevalenza operai dell’Arsenale, vivevano nella parte orientale della città, nello specifico nel sestiere di Castello, mentre i Nicolotti, in maggioranza pescatori vivevano in quella occidentale, che arrivava fino a S. Nicolò dei Mendicoli.

Il Ponte del rio di san Barnaba, chiamato Ponte dei Pugni, che allora non aveva le sponde era uno dei luoghi preferiti per le risse in quanto era più facile buttare in acqua l’avversario a suon di pugni. Su questo, ma anche sul ponte di santa Fosca, sono ancora visibili le pietre sagomate come orme dei piedi, da cui gli sfidanti iniziavano la loro lotta che non sempre finiva con tutti i partecipanti illesi.

Durante la Festa del Giovedì Grasso,  Nicolotti e Castellani si sfidavano nelle ‘Forze di Ercole’: esercizi di forza, equilibrio e coraggio per celebrare la loro eterna rivalità.
Piramidi umane ma anche la Moresca, una sorta di ballo ritmico che simulava i colpi di scherma, e le Regate facevano tutti parte di questo evento.

Gli eventi da non perdere del Carnevale di Venezia 2020

Il Carnevale di Venezia comprende oltre 300 eventi tra la città e le zone limitrofe che si svolgeranno tra l’8 e il 25 febbraio 2020. Tra gli eventi da non perdere vi segnalo i seguenti.

Carnevale di Venezia, dettaglio maschera

La Festa Veneziana sull’Acqua è l’evento che inaugura il Carnevale di Venezia ed è un vero spettacolo che ogni anno attira migliaia di visitatori. Strutture galleggianti popoleranno il Rio di Cannaregio e daranno vita al tema del Carnevale di quest’anno “Il Gioco, l’Amore e la Follia” e ci sarà un vero e proprio spettacolo con la regia di Alessandro Martello, “Amoris Causa” che verrà messo in scena proprio sulle acque del Rio di Cannaregio sabato 8 febbraio dalle 19.00 alle 21.00.

La Festa Veneziana sull’Acqua continua anche domenica 9 febbraio dalle 10.00 alle 12.00.

Sabato 15 febbraio vi sarà invece la presentazione delle 12 Marie selezionate per l’edizione 2020.

Domenica 16 e domenica 23 febbraio non mancheranno i tradizionali voli dal Campanile di Piazza San Marco: il Volo dell’Angelo e il Volo dell’Aquila, entrambi alle 12.00.

La Ballata con il Taglio della Testa al Toro sarà di scena Giovedì Grasso, ovvero il 20 febbraio. Mentre venerdì grasso, il 21 febbraio saranno rievocate le antiche lotte tra Nicolotti e Castellani.

Il Carnevale di piazza San Marco si conclude martedì 25 febbraio con il tradizionale Svolo del Leon.

La maschera più bella di Venezia

Tanti gli eventi collaterali, anche nei paesi limitrofi: mostre, cene, spettacoli. Per il programma completo vi rimando al sito degli organizzatori.

I miei consigli per godervi al meglio il Carnevale di Venezia

A me non piacciono i luoghi troppo affollati o dover stare eccessivamente in coda per vedere qualcosa quindi personalmente tendo ad evitare gli eventi clou del Carnevale come il Volo dell’Angelo o dell’Aquila perché non riuscirei a godermeli al meglio. A me, del Carnevale di Venezia, piacciono le maschere e il modo migliore per ammirarle è andare in uno dei giorni intermedi, ovvero quando non ci sono particolari eventi ma durante i quali le maschere sfilano comunque in Piazza San Marco e nelle calli limitrofe.

Maschere nei Caffè

In questo modo avrete la possibilità di passeggiare abbastanza tranquillamente per la città. Pur essendoci tanti turisti non c’è la calca dei giorni con eventi. Oltre a passeggiare e godervi la città, che di per sé vale sempre una visita, potrete ammirare le maschere nei caffè di Piazza San Marco e in giro e queste saranno ben felici di farsi ritrarre insieme a voi o anche da sole nei vostri scatti.

Come arrivare a Venezia durante il Carnevale

Se ne avete la possibilità, arrivate in treno o in aereo. Muoversi in macchina e soprattutto trovare parcheggio è molto difficile, mentre con i mezzi pubblici riuscirete a raggiungere la città. Arrivando in treno poi sarete già praticamente in centro e con una breve passeggiata tra le calli veneziane potrete raggiungere Piazza San Marco.

Se invece decidete di andarci in macchina, valutate la possibilità di prenotare il parcheggio in anticipo. Questo vi permetterà di non perdere troppo tempo una volta arrivati in città.

Le 3 stagioni

E voi siete già stati al Carnevale di Venezia? Vi è piaciuto? Scrivetemelo nei commenti…