Negli ultimi anni sempre più italiani stanno guardando con interesse ai concorsi dell’Unione Europea. Non solo per gli stipendi o per la stabilità lavorativa, ma anche per la possibilità di costruire una carriera internazionale in città come Bruxelles o Lussemburgo, lavorando in ambienti multiculturali e spesso molto diversi rispetto alla pubblica amministrazione italiana.
Complice anche una maggiore attenzione verso il work-life balance, le opportunità offerte dalle istituzioni europee stanno attirando laureati, professionisti e profili specializzati in tantissimi settori, dall’economia all’ambito giuridico fino all’ICT. E il 2026 si preannuncia come un anno particolarmente importante per chi sogna questa strada.
Il nuovo concorso EPSO AD5 2026, infatti, mette a disposizione 1.490 posti, diventando uno dei bandi europei più attesi degli ultimi anni. Accanto a questo, c’è anche il concorso AD7 ICT da 782 posti, dedicato ai profili informatici con esperienza. Numeri così alti non si vedevano da tempo e hanno già acceso moltissimo interesse tra i candidati italiani.
In questa guida cercheremo di capire davvero come funzionano i concorsi UE, cos’è EPSO, quali prove bisogna affrontare, quanto si guadagna nelle istituzioni europee e soprattutto come prepararsi in modo realistico ai test. Perché, al di là dell’idea un po’ distante che molti hanno dell’Unione Europea, dietro questi concorsi esiste una carriera concreta che può cambiare radicalmente la qualità della vita e le prospettive professionali di tante persone.
Cos’è EPSO e come funzionano i concorsi dell’Unione Europea
Quando si parla di concorsi europei, il primo nome da conoscere è EPSO, acronimo di European Personnel Selection Office. Si tratta dell’ufficio che gestisce le selezioni del personale per le principali istituzioni dell’Unione Europea, occupandosi della pubblicazione dei bandi, delle candidature e dell’organizzazione delle prove concorsuali.
Attraverso EPSO vengono assunti funzionari e specialisti destinati a lavorare in istituzioni come la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’Unione Europea e la Corte di Giustizia dell’UE. Le sedi principali si trovano soprattutto a Bruxelles e Lussemburgo, anche se esistono agenzie europee distribuite in diversi Paesi membri.
Tra i bandi più importanti pubblicati recentemente da EPSO c’è il concorso AD5 2026, che prevedeva circa 1.490 posti destinati a profili generalisti laureati. Le candidature si sono chiuse il 10 marzo 2026, ma il concorso continua a essere molto seguito perché le prove sono previste per l’autunno 2026. Accanto al concorso AD5, EPSO ha pubblicato anche il nuovo concorso AD7 ICT 2026 da 782 posti, dedicato a professionisti con esperienza nel settore tecnologico e digitale. Il bando EPSO/AD/429/26 riguarda quattro aree specialistiche: infrastrutture ICT, project management, cloud & networks e data science.
Uno degli aspetti che inizialmente può creare più confusione riguarda le diverse categorie professionali presenti nei concorsi UE. Le principali sono:
- AD (Administrators): funzionari laureati che lavorano su politiche europee, diritto, economia, relazioni internazionali, gestione di progetti e attività specialistiche;
- AST (Assistants): profili amministrativi e di supporto operativo, oggi meno centrali rispetto al passato;
- CAST: personale contrattuale assunto per esigenze temporanee o ruoli specifici.
Attualmente i percorsi più richiesti sono soprattutto quelli della categoria AD, in particolare i livelli AD5 e AD7, insieme ad alcune selezioni CAST specialistiche.
Anche il funzionamento delle selezioni è piuttosto diverso rispetto ai concorsi pubblici italiani. Nei concorsi EPSO conta meno la memorizzazione teorica e molto di più la capacità di ragionamento, l’analisi dei problemi e la gestione del tempo. Le prove prevedono generalmente test online di logica verbale, numerica e astratta, valutazioni linguistiche e, nei livelli più avanzati, esercizi scritti o prove legate al profilo professionale.

Calendario EPSO 2026
Le date dei concorsi europei possono cambiare nel corso dell’anno, ma EPSO pubblica sempre un calendario ufficiale aggiornato con le principali scadenze da monitorare. Per questo motivo, prima di iniziare la preparazione, conviene controllare regolarmente il portale ufficiale di EU Careers – EPSO, soprattutto nei mesi in cui vengono aperti nuovi bandi o comunicate le date delle prove.
Nel 2026 i due bandi più seguiti sono il concorso EPSO AD5 da 1.490 posti e il nuovo concorso AD7 ICT da 782 posti, dedicato ai profili tecnologici e digitali.
| Concorso | Scadenza candidature | Documenti giustificativi | Prove |
| EPSO AD5 2026 | 10 marzo 2026 | entro 7 ottobre 2026 | autunno 2026 |
| EPSO AD7 ICT 2026 | 10 giugno 2026 ore 12:00 | secondo calendario EPSO | date comunicate da EPSO |
Le prove del concorso EPSO AD5 2026 sono previste per l’autunno 2026, mentre la scadenza per le candidature era fissata al 10 marzo 2026. Entro il 7 ottobre 2026 dovranno invece essere caricati i documenti giustificativi richiesti da EPSO.
Per il nuovo EPSO AD7 ICT 2026, dedicato a professionisti ICT con esperienza, le candidature restano aperte fino al 10 giugno 2026 alle ore 12:00 (ora di Bruxelles). Il bando riguarda quattro aree specialistiche: ICT infrastructure, ICT project management, cloud & networks e data science.
Una delle caratteristiche dei concorsi europei è proprio la durata del processo di selezione. Tra pubblicazione del bando, test online, verifiche documentali e graduatorie finali possono passare diversi mesi. Per questo motivo è importante organizzare la preparazione con anticipo, soprattutto per le prove di verbal, numerical e abstract reasoning che richiedono allenamento costante.
Chi può partecipare ai concorsi UE
I concorsi dell’Unione Europea sono aperti ai cittadini dei Paesi membri dell’UE, ma i requisiti possono cambiare leggermente in base al profilo e al livello del bando. In generale, per partecipare alle selezioni EPSO è necessario possedere alcuni requisiti di base legati a cittadinanza, titolo di studio, conoscenze linguistiche e competenze professionali.
Per i profili AD5, che rappresentano il livello di ingresso più comune per i laureati, è normalmente richiesta una laurea universitaria completata entro la data indicata nel bando. In questo caso non è sempre necessaria esperienza lavorativa pregressa, motivo per cui diversi partecipanti alle selezioni decidono di tentare subito dopo l’università o nei primi anni di carriera.
Nel caso del concorso AD7 ICT 2026, EPSO richiede invece esperienza professionale specifica dopo la laurea. I requisiti variano in base al percorso universitario:
- laurea triennale pertinente: almeno 7 anni di esperienza;
- laurea quadriennale pertinente: almeno 6 anni;
- laurea quinquennale o master: almeno 5 anni.
Per titoli non direttamente collegati al settore ICT, gli anni di esperienza richiesti aumentano ulteriormente. Le selezioni tecniche, infatti, tendono a essere molto più mirate rispetto ai bandi generalisti.
Oltre ai requisiti accademici, oggi hanno un peso sempre maggiore anche le competenze digitali. Molte prove EPSO si svolgono online e diversi profili ricercati riguardano proprio ambiti come informatica, cybersecurity, gestione dati, trasformazione digitale e tecnologie europee.
Uno degli aspetti che crea più dubbi riguarda però le lingue. La domanda che si pone chi partecipa alla selezione è: “serve essere bilingue per partecipare ai concorsi UE?” Per fortuna non è necessario, ma è indispensabile conoscere bene almeno due lingue europee. In genere EPSO richiede:
- una lingua 1 (L1) con conoscenza approfondita (livello C1) ;
- una lingua 2 (L2) almeno a livello B2.
Nella maggior parte dei casi la seconda lingua richiesta è inglese, francese o tedesco, perché sono le lingue di lavoro più utilizzate nelle istituzioni europee.
Questo significa che non serve essere perfettamente bilingue, ma bisogna sentirsi abbastanza sicuri da affrontare test, comunicazioni e prove concorsuali in una seconda lingua. Per molti candidati italiani, l’inglese rappresenta oggi la scelta più naturale, soprattutto nei concorsi AD e nei profili digitali.
Quanto si guadagna lavorando nelle istituzioni europee
Uno degli aspetti che incuriosisce di più chi valuta una carriera nelle istituzioni europee riguarda naturalmente lo stipendio. E in effetti le retribuzioni offerte dall’Unione Europea sono generalmente più alte rispetto a molti percorsi della pubblica amministrazione italiana, soprattutto già nei livelli di ingresso.
Gli stipendi dei funzionari europei sono definiti dal Regolamento del personale dell’Unione Europea (Staff Regulations) e vengono aggiornati periodicamente. Oltre al grado professionale, incidono anche anzianità, situazione familiare, sede di lavoro e indennità applicabili.
Secondo la tabella aggiornata all’11 dicembre 2025, uno stipendio base AD5 step 1 parte da circa 5.438 euro lordi al mese. Con gli avanzamenti automatici previsti dal sistema europeo, già nei primi anni è possibile superare i 6.000 euro lordi mensili.
Per capire meglio le differenze tra i vari livelli, ecco alcuni esempi indicativi delle retribuzioni mensili lorde aggiornate:
| Livello | Stipendio lordo mensile indicativo |
| AD5 step 1 | circa 5.438 € |
| AD5 step 5 | circa 6.153 € |
| AD7 step 1 | circa 7.876 € |
| AD10 step 1 | circa 11.408 € |
Uno degli elementi più interessanti del sistema europeo è proprio la progressione salariale. Ogni grado prevede diversi “step” automatici e, nel tempo, è possibile avanzare verso livelli superiori come AD6, AD7 o AD8, con aumenti significativi sia sullo stipendio base sia sulle indennità collegate.
Ed è proprio il sistema delle indennità a rendere molto competitivo il pacchetto economico delle istituzioni europee, soprattutto per chi si trasferisce all’estero con famiglia.
Tra i benefit più importanti previsti dall’UE ci sono:
- indennità di espatrio;
- assegni familiari per figli a carico;
- indennità scolastiche;
- copertura tramite il sistema di assicurazione sanitaria UE;
- contributi pensionistici europei;
- agevolazioni e rimborsi legati ai trasferimenti.
Per fare un esempio concreto, nel 2025 l’assegno per figlio a carico supera i 527 euro mensili per ogni figlio, mentre l’indennità scolastica può arrivare a circa 357 euro al mese.
Anche la tassazione funziona in modo diverso rispetto all’Italia. I funzionari europei non pagano l’IRPEF italiana sullo stipendio UE, ma una tassazione interna dell’Unione Europea trattenuta direttamente dalla retribuzione. Questo significa che il netto finale può risultare più alto rispetto a stipendi lordi equivalenti nel sistema italiano.
Naturalmente bisogna considerare anche il costo della vita, soprattutto in città come Bruxelles e Lussemburgo, dove affitti e servizi possono essere elevati rispetto a molte città italiane. Nonostante questo, per molte famiglie il pacchetto economico complessivo resta uno dei principali motivi di interesse verso una carriera nelle istituzioni europee.

Come si svolgono le prove EPSO
Le prove EPSO sono molto diverse dai concorsi pubblici italiani tradizionali. Nel caso del concorso ufficiale EPSO/AD/427/26 – AD5, il bando prevede una selezione interamente articolata su test online supervisionati a distanza, con forte attenzione alla capacità di ragionamento, alla gestione del tempo e alle competenze pratiche.
La struttura del concorso AD5 2026 è composta da quattro tipologie di prove:
- test di ragionamento;
- test di conoscenza dell’Unione Europea;
- test sulle competenze digitali;
- prova scritta EUFTE su questioni europee.
Una delle particolarità più interessanti riguarda anche l’utilizzo delle lingue. I test di ragionamento vengono svolti nella propria lingua principale (Lingua 1), mentre le altre prove si tengono nella seconda lingua scelta dal candidato, generalmente inglese, francese o tedesco.
Anche il concorso AD7 ICT 2026 prevede prove online supervisionate a distanza. I test includono verbal, numerical e abstract reasoning nella lingua principale del candidato, oltre a prove specialistiche ICT e un elaborato scritto su tematiche europee nella seconda lingua scelta.
Test CBT: ragionamento verbale, numerico e astratto
La prima fase del concorso prevede i cosiddetti CBT (Computer-Based Tests), cioè test a risposta multipla svolti online.
Nel bando AD5 2026 sono previsti:
- 20 domande di verbal reasoning in 35 minuti;
- 10 domande di numerical reasoning in 20 minuti;
- 10 domande di abstract reasoning in 10 minuti.
Il test di ragionamento verbale valuta la capacità di comprendere e analizzare testi scritti, mentre il reasoning numerico richiede di interpretare rapidamente grafici, dati e tabelle. Il reasoning astratto, invece, si concentra sull’individuazione di schemi logici e sequenze.
Uno degli aspetti più difficili delle prove EPSO è proprio il tempo molto ridotto a disposizione. Nel caso del reasoning astratto, ad esempio, ci sono solo 10 minuti per completare 10 domande. Per questo motivo diversi candidati utilizzano piattaforme di simulazione EPSO e strumenti di test EPSO online per allenarsi prima delle prove ufficiali.
Nel concorso AD5 2026 è necessario ottenere:
- almeno 10/20 nel verbal reasoning;
- almeno 10/20 complessivi tra numerical e abstract reasoning.
Nei profili specialistici come l’AD7 ICT, oltre ai classici test EPSO online vengono valutate anche competenze tecniche specifiche legate al settore scelto dal candidato.
Conoscenza dell’Unione Europea
Il bando AD5 2026 introduce anche un vero e proprio test dedicato alla conoscenza dell’UE, delle sue istituzioni e delle principali politiche europee.
La prova prevede:
- 30 domande a risposta multipla;
- durata di 40 minuti;
- punteggio minimo richiesto di 15/30.
EPSO ha specificato che le fonti ufficiali per preparare questa prova vengono pubblicate direttamente sul portale EU Careers dopo l’uscita del bando. Non si tratta quindi di uno studio puramente mnemonico, ma di una preparazione legata al funzionamento concreto dell’Unione Europea.
Competenze digitali
Tra le novità più interessanti dei bandi recenti c’è il peso crescente delle competenze digitali. Nel concorso AD5 2026 è previsto un test specifico basato sul framework europeo DigComp, che valuta la capacità di utilizzare strumenti digitali e comprendere tecnologie e ambienti online.
La prova comprende:
- 40 domande;
- durata di 30 minuti;
- punteggio minimo richiesto di 20/40.
Le aree valutate includono:
- alfabetizzazione digitale;
- comunicazione e collaborazione online;
- creazione di contenuti digitali;
- sicurezza informatica;
- problem solving digitale.
Test scritto EUFTE
L’ultima prova prevista dal bando AD5 è l’EUFTE (EU Field-Related Test), un test scritto dedicato alle questioni europee.
La prova dura 40 minuti e viene svolta nella seconda lingua scelta dal candidato.
EPSO specifica chiaramente che l’EUFTE non è un test linguistico né una semplice verifica teorica. Lo scopo è valutare soprattutto:
- capacità di comunicazione scritta;
- analisi dei documenti;
- sintesi delle informazioni;
- ragionamento su temi europei.
Durante la prova viene fornita documentazione ufficiale su temi legati all’Unione Europea e tutti i candidati lavorano sugli stessi materiali. Anche in questo caso la rapidità di esecuzione ha un peso enorme, perché bisogna leggere, analizzare e produrre una risposta chiara in tempi molto stretti.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che distingue maggiormente EPSO dai concorsi italiani tradizionali: meno memorizzazione teorica e molto più allenamento pratico su logica, analisi e rapidità decisionale
Quanto è difficile superare un concorso EPSO
Superare un concorso EPSO non è semplice. E basta guardare i numeri del nuovo AD5 2026 per capirlo subito: secondo le stime circolate nelle settimane successive alla chiusura delle candidature, si sarebbero candidati circa 174.900 persone per 1.490 posti disponibili, con un rapporto vicino a 1 posto ogni 117 candidati.
È un dato che rende bene l’idea della competitività di queste selezioni, soprattutto nei concorsi generalisti aperti a laureati provenienti da tutta Europa. Ma la vera difficoltà non dipende soltanto dal numero di candidati.
I concorsi EPSO funzionano infatti attraverso una selezione progressiva: ogni prova elimina una parte consistente dei partecipanti e basta non raggiungere il punteggio minimo in un singolo test per uscire immediatamente dal concorso.
Uno degli errori più comuni tra i candidati italiani è sottovalutare proprio il formato delle prove. Molti iniziano a prepararsi come se si trattasse di un concorso pubblico tradizionale, concentrandosi soprattutto sulla teoria. In realtà, nelle selezioni EPSO il peso maggiore è dato dalla logica, dalla rapidità di ragionamento e dalla velocità di esecuzione.
Nel concorso AD5 2026, ad esempio, il test di abstract reasoning prevede 10 domande in appena 10 minuti. Questo significa che spesso il problema non è capire la domanda, ma riuscire a mantenere lucidità e velocità sotto pressione.
Anche il livello linguistico richiesto rappresenta una difficoltà concreta per chi affronta il concorso. Le prove principali vengono svolte in due lingue diverse e alcune parti del concorso, compreso il test scritto EUFTE, richiedono di leggere documenti europei complessi e produrre risposte chiare in tempi molto stretti.
Quanto sono difficili i concorsi AD5 e AD7?
I concorsi AD5 sono già molto selettivi perché aperti a laureati di tutta Europa, spesso senza esperienza professionale richiesta. Questo porta a numeri altissimi di candidature e a una competizione molto ampia.
I bandi AD7, invece, pur avendo generalmente meno candidati, richiedono esperienza specialistica e competenze tecniche molto più avanzate. Nei profili ICT, ad esempio, oltre alla logica e alle lingue entrano in gioco anche competenze digitali specifiche.
In entrambi i casi, però, le difficoltà principali restano abbastanza simili:
- forte pressione temporale;
- test cognitivi molto rapidi;
- necessità di ragionare in modo analitico;
- capacità di lavorare in una seconda lingua;
- lunga durata dell’intero processo di selezione.
Ed è proprio per questo motivo che molti candidati considerano l’allenamento sui test quasi più importante dello studio teorico. Allenarsi regolarmente con simulazioni realistiche e imparare a gestire il tempo durante i test può fare una differenza enorme nel risultato finale.
Come prepararsi ai concorsi EPSO
Prepararsi a un concorso EPSO richiede un approccio molto diverso rispetto a quello utilizzato per gran parte dei concorsi pubblici italiani. Naturalmente una buona base teorica è utile, soprattutto per comprendere il funzionamento dell’Unione Europea e delle sue istituzioni, ma da sola non basta.
La vera difficoltà delle selezioni EPSO è legata soprattutto alla rapidità dei test e alla capacità di ragionare sotto pressione. Per questo motivo molti candidati iniziano ad allenarsi diversi mesi prima delle prove ufficiali, concentrandosi soprattutto sui CBT di verbal, numerical e abstract reasoning.
Una delle strategie più efficaci è alternare studio teorico e pratica quotidiana. Anche dedicare un’ora al giorno ai test aiuta soprattutto ad aumentare velocità e sicurezza durante i test.
Per questo motivo sempre più persone utilizzano simulazioni EPSO online in italiano, utili per familiarizzare con il formato reale delle prove e imparare a gestire il tempo durante i test.
Oltre ai CBT, conviene prepararsi anche su:
- funzionamento delle istituzioni europee;
- principali politiche UE;
- comprensione di testi in inglese o nella propria seconda lingua;
- capacità di sintesi e scrittura per l’EUFTE;
- competenze digitali di base richieste dal framework DigComp.
Un altro errore abbastanza comune è concentrarsi soltanto sulle domande giuste o sbagliate. Nei concorsi EPSO conta moltissimo anche la strategia: capire quando saltare una domanda, evitare di perdere troppo tempo su un esercizio difficile e mantenere lucidità mentale per tutta la durata delle prove.
La preparazione può quindi diventare piuttosto intensa, soprattutto nei mesi vicini agli esami, ma molti candidati raccontano che l’allenamento costante sui test è ciò che fa davvero la differenza nelle selezioni europee.
Vale la pena lavorare nelle istituzioni europee?
Questa è probabilmente la domanda più importante di tutte. Perché al di là dei concorsi, dei test e delle graduatorie, lavorare nelle istituzioni europee significa spesso cambiare completamente stile di vita.
Per molte persone il vero valore di una carriera europea non è soltanto lo stipendio, ma la possibilità di lavorare in un ambiente internazionale, multiculturale e molto diverso da quello che si trova normalmente in Italia. Nelle istituzioni UE si lavora ogni giorno con colleghi provenienti da tutti gli Stati membri, in contesti dove lingue, culture e percorsi professionali si intrecciano continuamente.
Naturalmente non è un ambiente perfetto e non è una scelta adatta a tutti. La competitività è alta, il ritmo può essere intenso e trasferirsi in città come Bruxelles o Lussemburgo richiede anche una buona capacità di adattamento.
Bruxelles, per esempio, è una città estremamente internazionale e dinamica, ma il costo degli affitti negli ultimi anni è aumentato molto, soprattutto nelle zone più richieste dagli expat. Allo stesso tempo offre servizi efficienti, collegamenti rapidi con il resto d’Europa e una qualità della vita che molti funzionari europei considerano positiva, soprattutto per l’equilibrio tra lavoro e vita privata.
Lussemburgo ha invece dimensioni più contenute e un ambiente generalmente più tranquillo e ordinato, spesso apprezzato dalle famiglie. Anche qui però il costo della vita è elevato, in particolare per gli alloggi. In compenso, molte persone sottolineano la sicurezza, l’organizzazione e la stabilità del sistema.
Uno degli aspetti che attira maggiormente chi sceglie questa strada è proprio la prospettiva di lungo periodo. Le istituzioni europee offrono generalmente:
- stabilità lavorativa;
- possibilità di crescita professionale;
- mobilità internazionale;
- benefit familiari;
- contesti lavorativi molto strutturati.
Nel tempo è possibile cambiare direzione professionale, lavorare in ambiti diversi oppure spostarsi tra istituzioni, agenzie e uffici europei. Per chi ama i contesti internazionali, questa flessibilità rappresenta spesso uno degli elementi più interessanti della carriera UE.
Allo stesso tempo, però, bisogna essere realistici: vivere all’estero per molti anni significa anche costruire nuovi equilibri personali, adattarsi a culture diverse e, in alcuni casi, stare lontani dalla propria rete familiare in Italia.
Per alcune persone può essere semplicemente un’opportunità professionale. Per altre, invece, può diventare l’inizio di una vita completamente diversa, in un contesto internazionale che cambia non solo il lavoro quotidiano, ma anche il modo di immaginare il proprio futuro.
FAQ sui concorsi UE e su EPSO
Come funziona EPSO?
EPSO, acronimo di European Personnel Selection Office, è l’ufficio che organizza i concorsi per assumere personale nelle istituzioni dell’Unione Europea. Attraverso EPSO vengono selezionati funzionari destinati a lavorare nella Commissione Europea, nel Parlamento Europeo, nel Consiglio UE e in altre istituzioni europee.
Le selezioni prevedono generalmente test online di ragionamento verbale, numerico e astratto, prove sulle conoscenze dell’UE, competenze digitali e test scritti. I candidati che superano tutte le fasi vengono inseriti in una lista di riserva da cui le istituzioni europee possono assumere nuovo personale.
Quanto si guadagna nelle istituzioni europee?
Gli stipendi dei funzionari europei variano in base al grado e all’esperienza. Nel caso di un profilo AD5, cioè il livello di ingresso più comune per laureati, lo stipendio base parte da circa 5.400 euro lordi mensili, a cui possono aggiungersi indennità di espatrio, assegni familiari e altri benefit previsti dal sistema europeo. Le retribuzioni vengono definite dal Regolamento del personale dell’Unione Europea e aggiornate periodicamente.
Dove si fanno gli esami EPSO?
Nel concorso AD5 2026 le prove vengono svolte online e supervisionate a distanza. EPSO invia ai candidati tutte le istruzioni tecniche prima degli esami ufficiali, comprese le verifiche di connessione e i requisiti informatici necessari.
Quanto tempo serve per preparare EPSO?
Non esiste una risposta uguale per tutti, ma molti candidati dedicano diversi mesi alla preparazione, soprattutto per allenarsi sui test di reasoning e sulla velocità di esecuzione. Nei concorsi EPSO la velocità è fondamentale: alcune prove prevedono meno di un minuto per domanda. Per questo motivo chi si prepara tende a utilizzare simulazioni pratiche e test EPSO online quasi ogni giorno.
I concorsi EPSO sono difficili?
Sì, soprattutto i bandi generalisti come il concorso AD5. La difficoltà non dipende solo dal numero di candidati, ma anche dalla struttura delle prove, molto diversa rispetto ai concorsi pubblici italiani. I test EPSO premiano soprattutto logica, rapidità di ragionamento, gestione dello stress e capacità di lavorare in una seconda lingua.
Serve il francese per lavorare nelle istituzioni europee?
No, non è obbligatorio conoscere il francese. Per partecipare ai concorsi UE bisogna però conoscere almeno due lingue ufficiali dell’Unione Europea:
– una lingua principale a livello avanzato;
– una seconda lingua almeno a livello B2.
Nella maggior parte dei casi la seconda lingua scelta è inglese, francese o tedesco.
Quando escono i concorsi UE 2026?
Nel 2026 uno dei concorsi più importanti pubblicati da EPSO è stato l’AD5 da 1.490 posti, rivolto a profili generalisti laureati e pubblicato a febbraio 2026. Accanto a questo, EPSO ha aperto anche il nuovo concorso AD7 ICT da 782 posti, dedicato a professionisti del settore tecnologico e digitale nelle aree ICT infrastructure, project management, cloud & networks e data science. I bandi ufficiali dei concorsi UE vengono pubblicati direttamente sul portale diEU Careers – EPSO, che resta il punto di riferimento principale per monitorare nuove selezioni, calendari e requisiti.
Le candidature per il concorso EPSO AD7 ICT 2026 restano aperte fino al 10 giugno 2026 alle ore 12:00 (ora di Bruxelles).
Quando si svolgeranno le prove EPSO per il concorso AD5 2026?
Le prove del concorso EPSO AD5 2026 sono previste per l’autunno 2026, mentre la scadenza per l’invio delle candidature era fissata al 10 marzo 2026.
Quanti candidati partecipano ai concorsi EPSO?
Secondo le stime diffuse nelle settimane successive alla chiusura delle candidature, per il concorso EPSO AD5 2026, ad esempio, si sono candidati circa 174.900 candidati per 1.490 posti disponibili, con un rapporto vicino a 1 posto ogni 117 candidati. È proprio questa competitività a rendere fondamentali la preparazione pratica, la rapidità di esecuzione e l’allenamento costante con simulazioni EPSO e test online.
Serve una laurea per partecipare ai concorsi UE?
Per i profili AD5 sì. Nel bando ufficiale AD5 2026 è richiesto un percorso universitario di almeno tre anni completato entro il 30 settembre 2026. Per altri profili, come alcune selezioni AST o CAST, i requisiti possono essere diversi e dipendono dal singolo bando pubblicato da EPSO.
Chi può partecipare al concorso EPSO AD7 ICT 2026?
Il concorso EPSO AD7 ICT 2026 è rivolto a cittadini UE con almeno due lingue europee certificate e diversi anni di esperienza professionale nel settore ICT dopo la laurea. I requisiti cambiano in base al titolo di studio e all’area specialistica scelta.
