Vivere a Londra esperienze di chi ci è stato e se ne è andato

Tempo di lettura: 7 minuti

Vivere a Londra esperienze di chi ci è stato, e come me, se ne è andato. Chi è rimasto in UK, chi è tornato in Italia. Leggete i pro e i contro del vivere e lavorare a Londra in questo articolo.

Tanti dicono che Londra o si ama o si odia. Per me è stato amore, poi odio. Quando mi manca, ripenso soprattutto ai suoi parchi dove adoravo rifugiarmi per scappare dal caos cittadino. Penso alle opportunità lavorative che ho avuto, passando in 4 anni da cassiera in un McDonald’s a Relationship Manager in un hotel 4 stelle di fronte ad Hyde Park, opportunità che in Italia difficilmente ci sono per semplice meritocrazia.

Penso anche alle infinite possibilità che una città grande e multiculturale come Londra offrono a chi arriva da posti molto più piccoli, come nel mio caso. Non mi sembrava vero di poter fare la spesa a mezzanotte, di poter visitare musei quante volte volessi perché gratuiti, di poter mangiare cibi di provenienza diversa ogni volta che lo desiderassi.

Londra però non è tutta rose e fiori. Seppur innegabili i tanti lati positivi ci sono anche (tanti) lati negativi che mi hanno portato lentamente ma inesorabilmente ad odiare la città e a volermene andare. Il costo e i ritmi della vita sono totalmente diversi da quelli a cui siamo abituati in Italia, soprattutto lontano dalle grandi città. A Londra la gente corre, che sia lunedì o sabato poco importa, la gente in metro corre.

Vivere a Londra esperienze multiculturalità

C’è rumore a qualsiasi ora del giorno e della notte: macchine, sirene, passanti. Ci sono zone più o meno tranquille, ma pur avendo cambiato diverse case e diverse zone, il rumore c’è un po’ ovunque. A me mancava il silenzio delle mie montagne. Le amicizie, quelle vere, non è facile stringerle. Gli inglesi sono molto gentili e disponibili, ma per la mia esperienza molto superficiali nei rapporti e anche un po’ ipocriti. Sono tutti un ‘darling’ e ‘honey’ ma poi appena hai un problema, non vogliono saperne. Ed è altrettanto difficile stringere rapporti con altre persone, lavori diversi mal conciliano i tempi in cui vedersi.

Tutto sommato è un’esperienza che rifarei ma col senno di poi forse alcune cose le farei diversamente. Il mio consiglio è quello di godervi al meglio questa esperienza, trarne i lati positivi, non farvi abbattere troppo da quelli negativi e poi, se proprio siete stufi, potete sempre tornare come ho fatto io. Non vedete il rientro come un fallimento, ci sono cose che vanno bene per un periodo e poi ci stancano. Cambiare fa bene e l’importante è che siate felici, ovunque voi siate.

Di seguito le esperienze di altre Travel Blogger Italiane che hanno vissuto per un periodo a Londra ma che poi, come me, hanno deciso di andarsene.

Vivere a Londra esperienze delle TBI

Vivere a Londra insegna a fare di necessità virtù

Di Alessandra, autrice del blog All roads lead from home

Sebbene il tempo abbia affievolito molti ricordi di ansie e frustrazioni della mia permanenza a Londra, ci sono episodi e difficoltà che ricordo ancora distintamente. Al di là del generico “Londra è cara” (che va sicuramente messo in conto, specialmente se come me siete in città per un tirocinio pagato in noccioline), ricordo il tremendo mondo degli affitti. Ore e ore a spulciare siti con annunci tutti uguali… ero arrivata perfino a odiare termini come “fully-refurbished” dopo averli letti fino alla nausea. Poi corse per versare una caparra perché, nonostante mi avessero assicurato che potevano aspettare DUE GIORNI, l’agenzia mi richiama dopo poche ore avvertendo che hanno un altro interessato davanti e quindi corri!

Poi, scelta una zona (possibilmente meno costosa ma che non obblighi ad attraversare il mondo per arrivare a lavoro), eccomi a valutare quale abbonamento dei mezzi acquistare, arrendendomi all’evidenza che sia inutile pagare l’assurda differenza di prezzo per la zona 1 se tanto avrò a malapena i weekend liberi per andarci (io vivevo in zona 3 e lavoravo in 2). Ma in seguito mi rivelo italiana fino al midollo e trovo gli escamotage più fantasiosi per risparmiare, ad esempio se non avevo fretta andando in centro in autobus così non calcolavano alcun extra sulla Oyster card.

Sono rimasta però sorpresa da come la rete dei mezzi pubblici si sia adattata così bene alla mia testa quadrata, tanto che ancora oggi saprei dire come arrivare da A a B senza guardare la mappa: essendo cresciuta in un paesino temevo che la metropoli mi avrebbe messa in soggezione, invece l’ho trovata incredibilmente semplice da navigare (anche grazie alla preziosa app TfL sempre aperta).

Tolte le beghe burocratiche e i possibili gap culturali (i primi mesi ho vissuto con una famiglia, che ve lo dico a fare…), Londra ti dà così tanto da legarti per sempre. Mi sono lasciata conquistare al punto da provare quasi una gelosia nei suoi confronti, quel senso di appartenenza che anche vivendoci solo qualche mese ti fa irrazionalmente credere che nessuno possa conoscerla o amarla quanto te.

Mi ha insegnato a fare di necessità virtù (non ricordo quanti pasti scontati in locali fighi mi sono fatta grazie alle offerte nella newsletter di Time Out London o quanti ingressi a metà prezzo a varie attrazioni mi sono goduta grazie ai coupon sulle scatole dei corn-flakes).

È vero che non è facile fare nuove amicizie, io nonostante mi fossi iscritta a vari gruppi di expat ho finito per attaccarmi come una cozza alle uniche due conoscenze che avevo. Con loro ho partecipato a Capodanno cinese, Maslenitsa e San Patrizio a Trafalgar Square, girato i luoghi più famosi e gli angoli più nascosti della città, e questi sono senz’altro i miei ricordi preferiti.

Onestamente a volte mi sentivo sola a casa, ma mi passava uscendo: anche passeggiando per conto mio a Southbank mi sentivo un ingranaggio all’interno di un grande organismo… sensazione spiacevole per molti, ma che io trovavo stranamente confortante.

Vivere a Londra per un periodo
Source: Pixabay

Londra per un periodo di formazione: possibilità e vantaggi

Di Paola, autrice del blog Pasta Pizza Scones

Sfortunatamente non ho vissuto a Londra abbastanza tempo da godere di tutte le attrazioni cittadine, ma è stata un’esperienza davvero unica nel suo genere. Quando mi ero trasferita in Inghilterra infatti vivevo nel Suffolk, una contea dell’East Anglia.

A Londra ci sono stata durante il training di formazione in Google come Field Operations Associate prima e poi, avanti e indietro tra stazioni e aeroporti per le mie destinazioni finali. Il mio lavoro infatti era per un progetto di Google Maps per cui ero sempre in giro per l’Europa.

Riguardo a Londra, ho adorato trovare convenience store sempre aperti a tutte le ore del giorno e della notte, mezzi pubblici sempre attivi, ma soprattutto ristoranti fantastici in ogni quartiere. La capitale inglese infatti è famosa per essere davvero una metropoli internazionale per cui puoi trovare cibo indiano, britannico, cinese, thailandese, vietnamita e anche italiano in ogni quartiere. La Chinatown londinese poi è un concentrato di delizie che puoi gustare solo qui, tra cui i super instagrammabili pesci-waffle ripieni di crema o il gelato al matcha di Bake.

Guidare per Londra poi è semplicemente fantastico. Se hai preso la patente in Italia troverai incredibilmente rilassante guidare in una città dove le persone non parcheggiano in modo improvvisato, non ti suonano se non parti immediatamente al verde, né cercano di sorpassarti da ogni lato. Unica pecca i parcheggi, davvero costosi.

Tuttavia, i trasporti pubblici sono eccellenti. Spostandomi principalmente dall’East Anglia verso gli aeroporti li ho provati tutti, compresi i collegamenti con bus e treni, trovandoli incredibilmente efficienti, a parte alcune vecchie stazioni della metropolitana non dotate di ascensori.

Londra però non è stata amore a prima vista, bisogna conoscerla, proprio come gli inglesi. Una volta che hai familiarizzato però puoi apprezzarla meglio, scoprire angoli nascosti e innamorartene.

Vivere a Londra esperienze_solitudine
Source: Pixabay

Vivere a Londra: cibo etnico e mercati ma non solo

Di Mariarita, autrice del blog 24 Hours Trotter

La mia esperienza londinese risale ormai a più di cinque anni fa. Era la primavera del 2015 quando decisi di voler trascorrere l’estate nella capitale inglese, per perfezionare la lingua. Ero ancora all’università, il mio animo era spensierato, e probabilmente ciò contribuì di gran lunga a rendere il trimestre quasi perfetto.

Scelsi di soggiornare nell’East London, precisamente ad Aldgate East (in zona due, ma non distante dalla tre). La residenza era a pochi passi da una grande moschea e ogni mattina mi facevano compagnia i canti e le preghiere dei fedeli. Ho adorato i mercati vintage del sabato mattina a Bricklane, quello domenicale di fiori in Columbia Road, i mille odori per le strade dell’East End.

Non ricordo di aver mangiato mai per due giorni di fila cibo di una stessa nazionalità: per gli amanti delle cucine internazionali Londra è un vero paradiso e, soprattutto nei quartieri meno centrali, questo aspetto viene esasperato all’ennesima potenza. Si passa dalla cucina turca a quella indiana in un attimo, quando si comincia ad apprezzare il fish & chips ecco che una vera pizza napoletana fragrante ti passa sotto gli occhi e non puoi fare a meno di cedere alla tentazione.

Un crogiolo di culture unite dalla semplicità di una lingua che ha saputo affermarsi e dominare su qualsiasi altra, con l’unico scopo di permettere interazioni che qualche decennio fa ci saremmo sognati. Londra è stata per me esattamente questo. Se siete alla ricerca di una città in grado di regalarvi dei momenti culturalmente e umanamente indimenticabili, non credo ce ne siano altre più adatte di Londra.

Se cercate semplicemente un’esperienza lavorativa (o di studio) fuori casa, con la speranza di riuscire a mettere da parte anche un bel gruzzoletto, allora forse Londra non fa per voi. Avendola vissuta solamente per un breve lasso temporale, ho individuato un’unica pecca: il costo della vita che, al netto dei musei gratis (fatto unico e raro), è davvero insostenibile.

Vivere a Londra esperienze vita expat

Vivere a Londra per poi trasferirsi altrove in UK

Di Veronica, autrice del blog Lost Wanderer

Vivere a Londra è un sogno, o almeno lo è stato per me e per molti anni anche. Immaginarmi tra le strade della capitale inglese, vivere come i veri british erano i miei obiettivi quando ero una liceale. Dopo la laurea, ho finalmente coronato questo desiderio e mi sembrava di essere nel posto giusto al momento giusto. Avevo trovato il mio posto nel mondo.

Eppure, Londra non è tutto rosa e fiori. Può essere le prime settimane quando si è a metà, un po’ turista, un po’ residente. Tutto è nuovo, grande; i mezzi funzionano che è una meraviglia, l’organizzazione e la burocrazia sono i migliori e più veloci con cui ci si approccia. La capitale è una città che non dorme mai e qualsiasi cosa ti serva è lì, a portata di bus. Ma come dicevo il sogno prima o poi si scontra con la realtà.

Dopo qualche mese, ci si rende conto che si vive per lavorare e non il contrario. Gli affitti sono salati, i costi della metro si alzano ogni anno così come le tasse, il tempo libero lo si passa a dormire perché troppo stanchi dopo cinquanta ore di lavoro settimanali. Inoltre, Londra è una città che rende soli, difficilmente riuscirai a scambiare quattro chiacchiere in metro o vedrai gli amici frequentemente, troppo impegnati a lavorare e i vostri giorni liberi combaceranno di rado. 

Trasferirsi in una città meno cara e anche meno caotica è solitamente il passo successivo dopo un’esperienza a Londra. Si giova in salute e qualità di vita lavorativa!

Se invece volete leggere le esperienze di chi a Londra è rimasto, date un’occhiata a questo articolo.

4 commenti su “Vivere a Londra esperienze di chi ci è stato e se ne è andato”

  1. Articoli molto interessanti, soprattutto per chi come me non ha vissuto l’esperienza di vivere a Londra. Per ora me la godo come turista o petsitter, un giorno chissà…… : )

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  2. Grazie di avermi ospitata sul tuo blog. Mi ha fatto molto piacere leggere le esperienze delle altre blogger. Probabilmente Londra è una città da vivere a tempo determinato, non per sempre!

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