Tra i viali di Père-Lachaise: Amedeo Modigliani

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Oggi scopriamo insieme Amedeo Modigliani e come sempre non ci fermeremo al suo profilo d’artista ma approfondiremo l’uomo dietro alle opere, partendo da dove è custodito insieme ad altri artisti: il cimitero Père-Lachaise di Parigi.

Parigi non è solo Tour Eiffel, Louvre, macaron e boulevard. Nella nota città dell’amore si nascondono infatti dei veri e propri musei a cielo aperto, carichi di storia e fascino, che vengono  spesso ignorati dai più. Questi luoghi sono i cimiteri storici della città, come quello di Montparnasse, MontMartre, Saint Vincent e Père-Lachaise. Proprio in quest’ultimo, tra salici piangenti e statue addolorate, è collocata la tomba di uno dei miei pittori preferiti: Amedeo Modigliani. Non sapete assolutamente chi sia Modigliani? Nessun problema, procediamo subito con alcune pillole sulla vita di quest’uomo, decisamente… complicato!

Voglia di Parigi e di tour di cimiteri: il Père Lachaise

Esatto, avete letto proprio bene! Sarà quest’anno particolare? L’essere praticamente quasi sempre reclusa tra le 4 mura domestiche? Ciò che è certo è che negli ultimi mesi si è sempre più intensificata la voglia di andare a Parigi e… fare un bel tour cimiteriale! So già che più di qualcuno leggendo ciò storcerà il naso, altri si staranno strozzati con il cibo o inizieranno a ridere a crepapelle… eppure ho sempre pensato che alcuni cimiteri storici europei siano tra i più interessanti musei a cielo aperto mai realizzati! 

Ubicato nella parte orientale della città di Parigi, precisamente nel XX arrondissement,il cimitero di Père-Lachaise, ha un fascino davvero unico poiché si ispira ai grandi giardini in stile inglese attraversati da lunghi sentieri panoramici. Il nome deriva dal proprietario del terreno sul quale è stato costruito: François d’Aix de La Chaise detto il Père La Chaise. Percorrendo i suoi silenziosi viali, è possibile scorgere numerose lapidi illustri, come quella di Oscar Wilde, Victor Hugo, Eloisa e Abelardo,  Chopin, Jim Morrison e… ovviamente Modigliani. 

Tomba di Amedeo Modigliani al cimitero Père Lachaise di Parigi
Source: Pixabay

Visitare il cimitero Père-Lachaise

Il cimitero è aperto:

  • da novembre a metà marzo dalle 8.00 alle 17.30 dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 17.30 il sabato e dalle 9.00 alle 17.30 la domenica e i festivi
  • da metà marzo a ottobre dalle 8.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.00 il sabato e dalle 9.00 alle 18.00 la domenica e i festivi

L’entrata è gratuita.

Il modo più semplice per arrivarci è prendere la Métro Philippe Auguste (linea 2) oppure la Métro Père-Lachaise (linee 2 e 3).

Cimitero Père Lachaise a Parigi
Source: Pixabay

Amedeo Modigliani, un italiano a Parigi

Dandy per vocazione e bohemien nella vita, Amedeo Modigliani è e resterà sempre il mio artista italiano preferito. Perché? Ebbene, non è facile trovare una motivazione chiara e concisa. Come spesso accade, le nostre preferenze non sono condizionate esclusivamente dal prodotto artistico o culturale, ma da qualcosa di molto più ampio. Di Modigliani mi ha fin da subito colpito la sua incredibile storia, le difficoltà che ha dovuto affrontare fin dalla giovane età, il suo spirito temerario e… la sua indimenticabile storia d’amore. 

Anche questa volta cercherò di raccontarvi la vita di questo artista, sperando di non diventare troppo noiosa!  Amedeo – soprannominato Dedo dai suoi familiari- nasce nella vivace cittadina di Livorno il 12 luglio 1884. A causa di una serie di gravi malattie polmonari che lo costringono spesso a letto, Modigliani non trascorre un’infanzia del tutto serena.

Tuttavia, saranno proprio questi insistenti dolori fisici a far nascere in lui una passione morbosa nei confronti dell’arte: durante uno dei suoi viaggi curativi verso il sud, alla ricerca di aria più salubre, ha finalmente l’opportunità di  vedere le opere di alcuni artisti molto in voga in quell’epoca, come i Macchiaioli e gli impressionisti italiani. Questo incontro folgorante lo spinge ad iscriversi dapprima alla scuola di nudo di Firenze, poi all’Istituto di Belle Arti di Venezia e qualche anno più tardi a muovere i primi passi verso Parigi. 

Nella capitale europea dell’arte, Modì sa di essere finalmente al posto giusto, al momento giusto! A Parigi Modigliani ha modo di conoscere i più grandi rappresentanti delle nuove correnti artistiche e culturali, come Picasso, Apollinaire, Toulouse-Lautrec, Gauguin, van Gogh e Cézanne. Da ognuno di loro apprende qualcosa di utile per la formazione del suo nuovo stile tuttavia, nonostante tutta la buona volontà, Amedeo si ritrova ben presto senza un soldo e completamente privo di acquirenti.  

Modigliani e il “non essere mai all’altezza”!

Finalmente, nel 1907, Modigliani riesce ad esporre alcuni suoi lavori al suo primo Salon d’Automne. Nel  cuore sente che potrebbe essere arrivato anche per lui il fatidico punto di svolta, eppure, circondato dalle opere dei suoi contemporanei, l’artista comprende immediatamente il profondo abisso che divide le sue creazioni dalle loro: il rigore tipico delle avanguardie è inesistente nelle sue pennellate, i colori non sono assolutamente brillanti e tra i suoi soggetti non ci sono macchine veloci o simboli della modernità… Destabilizzato e ormai insicuro nel profondo, Modigliani volta le spalle alle luci della ville lumière e si incammina lungo un tragitto oscuro, dove l’alcool e l’abuso di droghe diventano ben presto i suoi più fedeli compagni.

Ciò che riscuote temporaneamente Modigliani dall’autodistruzione, è lo straordinario arrivo a Parigi di alcune sculture provenienti dal territorio africano. Queste opere immediatamente incuriosiscono e  scandalizzano la buona società  parigina, mettendo in mostra delle forme decisamente inusuali, come volti  dalle forme molto allungate, nasi appuntiti, labbra carnose… In queste linee esotiche trasuda forza, energia e verità. Senza pensare troppo ai possibili rischi per la propria salute, Modigliani  decide di impugnare martello e scalpello e ricominciare a fare ciò che sa fare meglio: creare. 

Ciò che Modigliani non sapeva ancora era che quella polvere e quelle schegge di marmo che lo avevano fatto riemergere dalla nebbia degli stupefacenti, sarebbero state anche l’inizio del suo declino. In breve tempo i suoi polmoni, iniziano a peggiorare sempre di più, tanto da costringerlo a tornare momentaneamente nella sua città natale, alla ricerca di pace. 

Opera di Amedeo Modigliani
Source: Pixabay

Amedeo e Jeanne. L’amore che annienta

Come spesso accade nella storia dell’arte e non solo, anche per il nostro artista la vita è destinata fatidicamente a cambiare a causa di una donna. È la primavera del 1917, quando Modigliani posa per la prima volta lo sguardo su una giovane studentessa d’arte diciannovenne. Il suo nome è Jeanne Hébuterne. Il loro è un vero e proprio colpo di fulmine e non passa molto tempo prima che Jeanne metta al mondo la loro prima figlia. Rinnegata dalla propria famiglia, Jeanne dedica anima e corpo ad Amedeo, il quale tuttavia sembra intenzionato a continuare il suo stile di vita tossico : continua a bere, a fumare e ad assumere hashish. 

Il finale di questa storia è inevitabilmente tragico. Appena Modigliani viene a sapere che la sua fedele compagna aspetto un secondo figlio, fa di tutto per riuscire a sfondare nel mondo dell’arte…ma inutilmente. Il suo stato di salute comincia ad aggravarsi sempre di più. Il 22 gennaio giunge all’hopital de la Charité in uno stato di totale incoscienza. Quel giorno l’artista Amedeo Modigliani, chiuse per sempre i suoi occhi e Jeanne, disperata per la morte della sua anima gemella, due giorni dopo decise di gettarsi dalla finestra del 5 piano della sua casa natale, portando con sé il figlio non ancora nato. 

A questo punto, starete sicuramente pensando che non può andare peggio di così… ebbene, vi sbagliate! La famiglia Hebuterne ordinò di seppellire Jeanne in forma privata nella cappella di famiglia, mentre al funerale di Modigliani tutta Parigi accorreva a seguirne il feretro. I due sfortunati amanti riusciranno finalmente a riposare insieme solo dal 1930, quando i loro resti sono stati riuniti nel Cimitero del Père-Lachaise.

Opera di Modì, Amedeo Modigliani
Source: Pixabay

Il centenario della morte: un’occasione sprecata?

Il 2020, per coloro che come me adorano Modigliani, ha simboleggiato un anniversario davvero importante: il centenario dalla sua tragica scomparsa. Solitamente, in occasioni di traguardi così altisonanti, Roma è tra le prime città a proporsi ad accogliere eventi o mostre celebrative, eppure questa volta la Capitale ha candidamente fatto un passo indietro per dare priorità ad un’altra occasione degna di nota, ovvero i 400 anni dalla morte di Raffaello. 

L’unica a riuscire ad avere la fortuna di celebrare adeguatamente Modigliani è stata proprio la sua città natale, Livorno, grazie a una mostra realizzata fortunatamente prima del lockdown. L’esposizione in questione si intitolava “MODIGLIANI E L’AVVENTURA DI MONTPARNASSE. CAPOLAVORI DALLE COLLEZIONI NETTER E ALEXANDRE” e si è tenuta presso il museo della città, dal 07 Novembre 2019 al 17 Febbraio 2020. 

Eccoci ormai alla fine di questo piccolo viaggio alla scoperta di Amedeo Modigliani, un uomo che ha sofferto duramente per la propria arte. Come molti altri prima di lui, Van Gogh ne è un esempio, anche Modigliani ebbe successo solo dopo la sua morte. Modì, “maudit”, Amedeo, Dedo, … sono solo alcuni dei  nomi che hanno dato un’identità a questo indimenticabile artista, capace di incarnare appieno la figura dell’intellettuale smarrito tipico del suo periodo. 

Tra i viali di Père-Lachaise: Amedeo Modigliani 4

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