Ospitare una ragazza alla pari o un ragazzo alla pari è una scelta che tante famiglie valutano, soprattutto quando si cercano soluzioni flessibili per la gestione dei bambini e, allo stesso tempo, si desidera offrire loro un’esperienza culturale autentica. Spesso però si rinuncia perché non si sa bene da dove iniziare o si ha paura che sia complicato da gestire.
Anche noi ci abbiamo pensato più volte. Per ora non l’abbiamo ancora fatto perché le bambine sono piccole, ma ho vissuto questa esperienza dall’altra parte: sono stata ragazza alla pari in Francia. Ed è proprio da lì che nasce questa guida, concreta e senza filtri, per aiutarvi a capire se è la scelta giusta per voi e come gestirla al meglio.
Le cose più importanti da sapere subito
Prima di entrare nei dettagli, ci sono alcune cose fondamentali che è bene avere chiare fin da subito.
- Un au pair non è una baby-sitter low cost, ma uno scambio culturale tra famiglia e ragazzo o ragazza ospitata
- L’impegno medio è di 25-30 ore a settimana, generalmente distribuite su 5 giorni
- La famiglia offre vitto, alloggio e una paghetta settimanale (in Italia indicativamente tra 80€ e 120€)
- È fondamentale stabilire regole chiare prima dell’arrivo per evitare incomprensioni
- La selezione è il passaggio più importante: prendersi tempo qui evita problemi dopo
- Se qualcosa non funziona, si può interrompere l’accordo, meglio se con un minimo di preavviso concordato
Questi punti riassumono davvero l’essenza dell’esperienza: equilibrio, comunicazione e aspettative realistiche.
Sono Elisa, Travel Blogger, Content Creator e Travel Designer. Dal 2018 racconto i nostri viaggi — prima in coppia e oggi con le mie due bimbe — per ispirare altre famiglie a partire più spesso e con più serenità. Se vuoi seguire il nostro mondo fatto di luoghi speciali, consigli sinceri e vita di viaggio, mi trovi su Instagram: @elilovestravelling. E se sogni un viaggio creato su misura per te, scopri il mio servizio di Travel Design: un itinerario personalizzato, pensato davvero per il tuo ritmo.
Che cosa significa ospitare una ragazza alla pari?
Una ragazza alla pari (o ragazzo alla pari) è una persona giovane, solitamente tra i 18 e i 30 anni, che sceglie di vivere per un periodo all’estero all’interno di una famiglia.
In cambio di:
- vitto
- alloggio (preferibilmente una camera privata)
- una piccola paghetta settimanale
l’au pair si occupa dei bambini per alcune ore al giorno e aiuta nella gestione quotidiana.
Nella pratica significa avere una persona che:
- accompagna o va a prendere i bambini a scuola
- gioca con loro, spesso nella propria lingua
- li segue nei compiti, se necessario
- aiuta con piccole attività domestiche legate ai bambini
Quando sono stata au pair in Francia, ad esempio, avevo anche una macchina a disposizione nei giorni liberi e questo mi ha permesso di vivere davvero il territorio, non solo la famiglia. È un dettaglio che può fare molta differenza nell’esperienza complessiva.

Perché ospitare un’au pair (soprattutto con bambini)
Se avete figli, i benefici sono concreti e spesso visibili già dopo poche settimane.
Il primo è quello linguistico: i bambini entrano in contatto con una lingua straniera ogni giorno, in modo naturale. Non è studio, è quotidianità.
Poi c’è l’aspetto culturale. Avere in casa una persona di un altro Paese significa:
- conoscere abitudini diverse
- aprirsi a nuovi punti di vista
- crescere con una mentalità più flessibile
E infine c’è l’aiuto pratico: nelle routine quotidiane, soprattutto nei momenti più intensi della giornata, avere una presenza in più può davvero alleggerire l’organizzazione familiare.
Come trovare una ragazza alla pari in Italia
Oggi esistono diverse modalità per trovare un’au pair e la scelta dipende molto da quanto supporto desiderate.
Affidarsi a un’agenzia
Le agenzie si occupano della selezione e spesso anche degli aspetti burocratici. Tra le più conosciute ci sono:
- Cultural Care
- AuPairWorld
- Au-pair.com
- International Au Pair Italy
Il vantaggio è avere un processo più strutturato e supporto in caso di problemi. Lo svantaggio è il costo, che può essere significativo.
Cercare in autonomia
È la soluzione più economica e sempre più diffusa.
Le piattaforme più utilizzate sono:
- Find an Au Pair
- Workaway
- gruppi Facebook dedicati (come “Au pair in Italy”)
In questo caso è fondamentale dedicare più tempo alla selezione, ma si ha anche maggiore libertà nella scelta.
Come scegliere un’au pair affidabile
Qui si gioca davvero tutto. Il consiglio più importante è non fermarsi mai a un semplice scambio di messaggi. Organizzate sempre una o più videochiamate:
- una solo con voi genitori
- una coinvolgendo anche i bambini
Durante questi momenti cercate di capire:
- come comunica
- come reagisce ai bambini
- se è curiosa e fa domande
E soprattutto fidatevi delle sensazioni. Quando qualcosa non convince all’inizio, spesso emerge ancora di più dopo.
Cosa offrire a una ragazza alla pari in Italia
Ospitare un’au pair significa creare uno scambio equilibrato, non un rapporto di lavoro tradizionale. In genere, una famiglia offre:
- una camera privata
- tutti i pasti
- una paghetta settimanale
In Italia, per circa 25-30 ore settimanali, la paghetta è generalmente tra 80€ e 120€ a settimana (valore indicativo che può variare).

Altri aspetti importanti da considerare:
- almeno un giorno libero a settimana
- tempo libero reale durante la giornata
- eventuale uso dell’auto
- possibilità di frequentare un corso di lingua italiana
Un dettaglio che spesso viene sottovalutato è proprio questo: il tempo libero. È fondamentale perché l’esperienza resti positiva per entrambe le parti.
Regole chiare fin da subito
La maggior parte dei problemi nasce da aspettative non esplicitate. Prima dell’arrivo, è utile definire chiaramente: orari e giorni di lavoro, compiti richiesti, eventuali serate di baby-sitting, utilizzo di spazi e mezzi. Non serve un contratto complesso, ma un accordo scritto semplice sì. Aiuta tutti a partire con maggiore serenità.
Cosa fare se qualcosa va storto
Quando si convive con qualcuno che non si conosce bene, può capitare che emergano difficoltà. Le situazioni più comuni riguardano:
- incomprensioni sugli orari
- differenze culturali
- aspettative diverse
La prima cosa da fare è parlarne subito. Rimandare tende solo a peggiorare la situazione. Se il problema è risolvibile, spesso basta chiarire e ridefinire alcuni aspetti. Se invece non lo è:
- se siete passati da un’agenzia, potete chiedere supporto e una sostituzione
- se avete fatto da soli, potete concordare una conclusione anticipata
Un consiglio pratico: prevedete sempre un periodo di prova di 2-4 settimane. Aiuta a capire se l’equilibrio funziona davvero. Se decidete di interrompere, è sempre corretto gestire la situazione con rispetto, ad esempio dando un preavviso o aiutando con il rientro.

Vale davvero la pena ospitare un’au pair?
Sì, ma solo se affrontato nel modo giusto. Non è una soluzione “facile” né un modo per risparmiare su una baby-sitter. È un’esperienza che richiede apertura mentale, organizzazione, comunicazione.
In cambio, però, offre ai bambini qualcosa di unico: un contatto quotidiano con un’altra lingua e un’altra cultura, vissuto in modo naturale. E anche per noi genitori è un’esperienza che può arricchire molto, se gestita con consapevolezza.
Se state valutando questa scelta, il consiglio è di informarvi bene e leggere esperienze reali. Sul blog trovate anche altri racconti di ragazze alla pari, utili per vedere questa esperienza da entrambe le prospettive.
