Mart Rovereto: arte tra acciaio e vetro

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Mart Rovereto: il museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto bello sia nella forma che nei contenuti. Venite a scoprirlo!

Martina

Articolo scritto da Martina Ossato, amante dell’arte in tutte le sue sfumature, diplomata in architettura e design, laureata in Beni Culturali e infine specializzata nel 2015 in Discipline Artistiche, con una tesi in economia e commercio dell’arte, presso l’Università di Verona.

A Rovereto, tra corso Bettini e la zona collinare retrostante, sorge un museo a dir poco strabiliante: il Mart. Questo spazio espositivo è qualcosa di unico ed intrigante, sia per le forme audaci che per il considerevole quantitativo di opere risalenti all’epoca moderna e contemporanea esposte al suo interno. Se non avete ancora avuto il piacere di visitarlo, ecco alcune info che potrebbero stuzzicare la vostra curiosità!

Mart Rovereto_Martina davanti ad opera di arte moderna
Photo Credit: Martina Ossato

Mart Rovereto: un polo avveniristico

Da piazza Umberto Savoia a Rovereto, è possibile accede ad un luogo che vi lascerà di certo a bocca aperta. Il Mart è costituito da 12.000 metri quadrati di costruzione, di cui 6.000 dedicati all’arte del XX e XXI secolo, e più di 5.000 occupati da aree per la ricerca, la didattica e i servizi.

A questo museo di Rovereto è legato un mio ricordo di – ormai – qualche tempo fa, quando frequentavo il secondo anno di Beni Culturali, a Verona. Da settimane martellavo i miei genitori affinché mi accompagnassero a vedere questo museo avveniristico. Premettendo che nella mia famiglia non c’è mai stata molta attenzione per l’arte e i suoi contesti, mai avrei immaginato che ad un certo punto avrebbero ceduto! Con piacere ripenso a quel giorno d’inverno, ai preparativi per la partenza e al fatto che in quell’occasione  ho finalmente potuto condividere la mia passione con tutti loro.

Mart Rovereto_baby Mart
Photo Credit: Martina Ossato

Qualche anno più tardi il Mart sarebbe tornato ad essere teatro di un altro episodio illuminante… qui portai mio marito, auspicando  di introdurlo all’arte contemporanea. Tutte le mie speranze sono sfumate quando dinnanzi ad alcuni quadri concettuali esordì con “questo lo sa fare meglio il mio imbianchino”. Stendiamo un velo!

Torniamo al nostro Mart. Prima di addentrarci più in profondità in questo spazio espositivo che reputo sensazionale, è d’obbligo spiegarne il nome. Mart è l’acronimo di Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Questo museo è l’unico esempio trentino in cui confluiscono degli spazi espostivi per le arti figurative, un archivio, una biblioteca e spazi dedicati alla ricerca. Il Mart nasce ufficialmente nel 1987, dalla fusione della sezione d’arte contemporanea di Trento con la gallerie Fortunato Depero di Rovereto. Nel 1991, decide di unirsi a questa strana compagnia anche il comune di Trento.

Mart Rovereto: un contenitore che è esso stesso arte

L’obiettivo comune di tutte queste forze schierate in campo è creare una nuova officina di idee e uno spazio avanguardistico riconosciuto a livello internazionale. Fin da subito è chiaro che, per poter realizzare un piano tanto ambizioso, il Mart ha bisogno di un architetto capace di pensare fuori dagli schermi e conosciuto anche fuori dai confini nazionali. La scelta ricade sullo svizzero Mario Botta, creatore – tra le altre cose – di ben sedici chiese, tra cui spicca la cattedrale di Évry in Francia, la sinagoga Cymbalista a Tel Aviv e una moschea a Yinchuan in Cina.

Cosa rende tanto speciale questo architetto? Per Botta, l’architettura si basa principalmente sull’uso di un chiaro linguaggio dell’impianto geometrico capace di far sbocciare forme espressive inedite. Per l’architetto del ticinese, tutto è possibile se… si ha controllo della luce e dei materiali! In alcune sue dichiarazioni ufficiali, ha più volte ribadito di vedere l’atto del costruire come un atto sacro, un’azione che trasforma una condizione di natura in una condizione di cultura. Il Mart nelle sue mani diventa fin da subito una cattedrale per l’arte di ieri, oggi e domani. 

L’edificio di Botta è pensato come una città della cultura, un luogo d’incontro, dove tra l’architettura e il contesto circostante regna armonia. Al termine dei lavori di realizzazione risulta chiaro che il Mart non è solo il contenitore di una delle più ricche collezioni d’arte moderna e contemporanea in Italia, ma è esso stesso ARTE.

Il peso del Vuoto!

Il cuore del museo è la grande piazza circolare di 40 metri di diametro, nata come una innovativa agorà. Appena arrivati in questo luogo vi consiglio di raggiungere la fontana centrale e mettervi con il naso all’insù! Proprio in questo punto il visitatore avverte qualcosa di meraviglioso: il peso del vuoto. Questa sensazione è resa possibile grazie ai 1300 metri quadri di superfice dell’immensa cupola a raggiera in acciaio e vetro, alta 25 metri e squarciata proprio nel centro.

Mart Rovereto_cupola di vetro e acciaio
Source: Pixabay

Questa copertura così particolare riporta inevitabilmente alla mente uno dei monumenti più affascinanti di Roma: la copertura del Pantheon (anche se quest’ultima è costruita in calcestruzzo). La vera protagonista  della piazza circolare tuttavia non è l’immensa cupola, bensì la luce che la attraversa, poiché riesce a creare sulla superfice dell’edificio centrale – ricoperta di pietra gialla di Vicenza – degli effetti inaspettati!

Il contenitore artistico, infine, si estende su 4 livelli:

  • Il piano interrato dedicato alla biblioteca, con i suoi 60.000 volumi, e all’archivio del Novecento;
  • Il piano terra ospitante la reception, il bookshop e i servizi principali;
  • Il primo piano con le due gallerie dedicate alle esposizioni temporanee, una sezione per la didattica e gli uffici;
  • Il secondo piano per la collezione permanente (3.800 metri quadri e 183 lucernari).
Mart museo Rovereto_interno
Photo Credit: Martina Ossato

Botta nella sua opera non ha solo dato un’attenzione speciale all’estetica, ma ha saputo sfruttare le potenzialità del materiale a propria disposizione, così da poter evitare inutili dispersioni termiche ed economizzando le opere di manutenzione. Il 15 dicembre 2002 il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, spesso chiamato semplicemente Mart Rovereto, è stato aperto ufficialmente al pubblico.

La collezione del Mart di Rovereto

La raccolta del Mart prende vita nel 1987, anno di fondazione dello stesso museo. Negli anni i beni si sono incrementati grazie a numerose donazioni fatte da privati, fondazioni italiane e straniere. L’esposizione oggi conta circa 20.000 opere d’arte, tutte posizionate al secondo piano dell’edificio. Qui, nelle varie sale si vuole raccontare la storia del panorama artistico dagli anni ruspanti del futurismo fino ai giorni nostri. Non mancano tuttavia all’appello alcuni esempi  emblematici dell’ottocento, come “la Venere delle colombe” di Francesco Hayez.

Sinteticamente possiamo dire che le collezioni si dividono in 5 aree tematiche: pittura e scultura dell’Ottocento; il futurismo; il Novecento italiano; gli anni Settanta e Ottanta del Novecento; la contemporaneità. Tra le chicche da non perdere, ricordo le opere di de Chirico, Casorati, Warhol, Rauschenberg e Morandi.

Un’occasione mancata o un passo verso il futuro?

Il 14 novembre 2020 il Mart Rovereto avrebbe dovuto aprire i battenti della mostra “Giovanni Boldini. Il Piacere”, un evento ideato da Vittorio Sgarbi e curato da Beatrice Avanzi e Tiziano Panconi. Sfortunatamente, a causa dei dati epidemiologici poco ottimistici degli ultimi mesi, l’esposizione è stata sospesa e il museo chiuso fino a nuovo ordine. Ma si sa, di questi tempi è necessario reinventarsi ed essere coraggiosi… specie nel settore turistico e culturale!

Per questo motivo il presidente e il direttore del Mart (Vittorio Sgarbi e Diego Ferretti) hanno deciso di andare contro corrente e di non negare il piacere del pubblico di poter visitare una mostra allestita, sonorizzata e …pronta per essere visitata online! Se anche voi, come me, siete curiosi di poter dare una sbirciata alle 170 opere provenienti da collezioni pubbliche e private – molte delle quali appartenenti al patrimonio del Museo Boldini di Ferrara, chiuso al pubblico dopo il terremoto del 2012 – potete vederle nel video postato qui sotto.

Info importanti nel periodo Covid-19

A causa dell’emergenza sanitaria “Coronavirus”, il Mart rimarrà  chiuso al pubblico dal 6 novembre 2020 al 15 gennaio 2021.

Ecco alcune info in caso aveste già acquistato i biglietti d’ingresso e voleste un rimborso:

Se avete prenotato la vostra visita nelle giornate di chiusura delle sedi museali, sarà possibile recuperare i biglietti per riprogrammare la visita oppure chiedere il rimborso.
Nel primo caso, scrivendo un’email a online@mart.tn.it, verrà emesso un voucher che avrà la validità di un anno dalla data di riapertura. Nel secondo caso, per ricevere il rimborso tramite bonifico bancario o su carta di credito, potete inviare un’email ad amministrazione@mart.tn.it indicando i dati della vostra prenotazione (numero transazione, nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico di chi ha prenotato, importo totale, codice fiscale, IBAN).
 

Orari di apertura del Mart Rovereto

Il museo solitamente è aperto dal martedì alla domenica, con i seguenti orari:

Martedì – Domenica 10.00 – 18.00
Venerdì 10.00 – 21.00

Per rimanere aggiornati su eventuali novità del museo vi invito a consultare il sito ufficiale.

Siamo ormai giunti al termine di questo articolo dedicato a uno dei miei musei preferiti! Spero ovviamente di avervi incuriosito un po’ su questo luogo artistico a me tanto caro. Quale è per voi il museo che più vi ha colpito? In quale avete lasciato il vostro cuore?

Mart Rovereto: arte tra acciaio e vetro 1

4 commenti su “Mart Rovereto: arte tra acciaio e vetro”

  1. Questo museo mi affascina da tempo! Ogni volta che sono in Trentino per sciare mi ripropongo di fermarmi un giorno per scendere a Trento e Rovereto e godermi i due musei principali della regione, ma l’amore per lo sci è sempre prevalso (visto che purtroppo scio solo una settimana all’anno, quando mi va bene). Forse dovrei prendermi un weekend quest’estate e dedicarlo SOLO ai musei, credo ne valga veramente la pena.

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