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Il 27 gennaio di ogni anno viene celebrato il Giorno della Memoria, giornata dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Un modo per ripercorrere la storia e soprattutto per non dimenticarla, è sicuramente quello di visitare i luoghi della Shoah. Purtroppo, i luoghi dove si è consumata la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, sono molti.

I luoghi della memoria, come li chiamo io, non sono soltanto Auschwitz e Birkenau che sicuramente sono i più tristemente celebri. Per celebrare Il Giorno della Memoria e commemorare le vittime si possono visitare anche il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa a Berlino o il Memoriale sull’Olocausto degli Ebrei a Budapest.

Ciascuno di questi luoghi infatti permette al visitatore di conoscere la storia dell’Olocausto e di commemorarne le vittime, nel Giorno della Memoria o come spero, in qualsiasi giorno dell’anno.

In questo articolo vi parlerò dei luoghi della memoria da me visitati personalmente, ma come potete immaginare ce ne sono molti altri da poter visitare in occasione del Giorno della Memoria.

Il Giorno della Memoria

Giorno della Memoria_ONU
Photo Credit: ONU

Il 1° novembre del 2005, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha stabilito con la risoluzione 60/7 che il 27 gennaio fosse riconosciuto come Giornata della Memoria, ricorrenza dedicata a commemorare le vittime dell’Olocausto. Genocidio nel quale morirono oltre sei milioni di ebrei e undici milioni di altre persone tra cui oppositori politici, rom, sinti e persone appartenenti ad altra minoranze etniche.

La data ovviamente non è stata scelta a caso: il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche, arrivando per prime nella vicina città polacca di Auschwitz, scoprirono il campo di concentramento e liberarono i superstiti. Nonostante non fosse il primo campo di concentramento ad essere scoperto e liberato, l’ONU decise comunque di tenere la data della liberazione di Auschwitz-Birkenau, il più grande campo di concentramento nazista, come data del Giorno della Memoria.

La Risoluzione 60/7 delle Nazioni Unite

La Risoluzione 60/7 del 1° novembre 2005 designa il 27 gennaio come Giorno internazionale della Memoria in memoria delle vittime dell’Olocausto, ma non si limita a questo. Nel testo infatti si riafferma che l’Olocausto, che ha causato la morte di un terzo della popolazione ebraica oltre ad innumerevoli membri di altre minoranze, sarà sempre un monito alle persone dei pericoli causati dall’odio, dal bigottismo, dal razzismo e dai pregiudizi. La risoluzione rifiuta inoltre qualsiasi negazione dell’Olocausto in quanto evento storico ed esorta gli Stati Membri dell’ONU a sviluppare programmi educativi onde evitare che la storia si ripeta.

I luoghi della memoria

Il campo di concentramento di Dachau

Ho visitato il campo di concentramento di Dachau diversi anni fa. Ero ancora al liceo e con la mia classe avevamo seguito un progetto sui diritti umani per cui la gita scolastica di quell’anno ci avrebbe portato a visitare uno dei luoghi dove anche i più basilari diritti umani erano negati, il campo di concentramento nazista. Dachau, omonimo della cittadina dove fu costruito, fu il primo campo di concentramento nazista ad essere aperto, nel 1933, e in seguito servì come modello per tutti gli altri campi di lavoro forzato creati dal regime nazista.  In attività fino al 1945, fu l’unico campo ad esistere per tutta la durata del regime nazista ed ancora oggi, insieme ad Auschwitz è uno dei campi di concentramento più tristemente famosi. Nel campo di concentramento di Dachau tra il 1933 e il 1945 degli oltre 206.000 prigionieri provenienti da oltre trenta Nazioni diverse, ne morirono più di 40.000.

Incredulità e una profonda tristezza sono le sensazioni che meglio ricordo di quella visita. Mi sembrava davvero impossibile che fosse davvero potuto accadere, l’Olocausto. Era un concetto talmente disumano che non credevo nemmeno potesse essere concepito dalla mente umana. Ero rimasta basita davanti ai forni crematori, alle baracche e ai mucchi di vestiti e scarpe appartenuti ai prigionieri.

Dachau
Foto di lapping da Pixabay

Visitare il campo

Consiglio di visitare il campo con una visita guidata o almeno un’audioguida per capire appieno quanto successo tra quelle mura, in quegli spiazzi, dietro a quel cancello che recita “Arbeit macht frei”, il lavoro rende liberi. Il campo di concentramento è aperto tutti i giorni (tranne il 24 dicembre) dalle 9.00 alle 17.00. L’entrata è gratuita, mentre se desiderate visitarlo con visita guidata il costo è di 3,50 euro. Le visite guidate si svolgono tutti i giorni alle 11.00 e alle 13.00 e sono tenute in inglese, mentre ci sono anche in tedesco alle 12.00. Potrete acquistare il biglietto direttamente all’entrata del campo. L’audioguida invece è anche in italiano, la potete trovare al Centro Visitatori e il costo è di 4,00 euro. Trovate tutte le informazioni per organizzare la vostra visita sul sito KZ-Gedenkstätte Dakau.

Come arrivare al campo di concentramento di Dachau

Arrivando da Monaco, il modo più semplice e più comodo per raggiungere il memoriale è utilizzando il trasporto pubblico. Prendete il treno S2 da Monaco in direzione Dachau/Petershausen fino ad arrivare alla stazione di Dachau. Il viaggio in treno dura circa venticinque minuti dalla stazione centrale di Monaco, l’Hauptbahnhof. Una volta arrivati alla stazione ferroviaria di Dachau, prendete l’autobus 726 verso “Saubachsiedlung” fino a giungere all’ingresso del memoriale, KZ-Gedenkstätte.

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, progettato dall’architetto Peter Eisenman e dall’ingegnere Buro Happold, si trova nel quartiere Mitte di Berlino, lungo una zona che era terra di nessuno trovandosi tra i due lati del Muro. Consiste in una superficie di 19.000 m2 coperta da 2711 stele in cemento, disposte a griglia in modo da sembrare tombe. Se lunghezza e larghezza sono uguali per ogni stele, l’altezza varia da 0,2 a 4m e il visitatore addentrandovisi si troverà fagocitato e sopraffatto dalle stele stesse che sono disposte su un pavimento variamente inclinato. Lo scopo era quello di disorientare il visitatore e in effetti la sensazione quando ci si trova al centro del memoriale è proprio quella. Quella di non avere via d’uscita e di essere completamente in balia di qualcos’altro.

Memoriale degli ebrei assassinati_Berlino

Al di sotto del memoriale si può visitare il Centro di documentazione che attraverso immagini, parole scritte e voci registrate, racconta le storie di alcune vittime dell’Olocausto oltre a ripercorrere le vicende prettamente storiche relative allo sterminio. 

Primo Levi_citazione

Visitare il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa

Il Memoriale è accessibile 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Mentre il Centro di documentazione è aperto da aprile a settembre, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00, mentre da ottobre a marzo è aperta negli stessi giorni ma dalle 10.00 alle 19.00. Lo troverete invece chiuso dal 24 al 26 dicembre. L’ingresso è libero, se desiderate prendere l’audioguida per il Centro di documentazione il costo è di soli 3,00 euro.

Come arrivare al Memoriale

Arrivarci è facilissimo. Vicinissima alla Brandeburger Tor se siete già in zona potrete raggiungerla facilmente a piedi. Se invece vi trovate in un’altra zona di Berlino potete prendere la S-Bahn e scendere proprio a Brandeburger Tor oppure a Potsdamer Platz e anche da quest’ultima poi potete raggiungere il Memoriale a piedi. Oppure a seconda del punto di partenza potete prendere la U-Bahn, nello specifico la U2 e arrivare fino a Mohrenstrasse. Ci sono anche diversi bus che arrivano al Memoriale, tra cui i bus 100, 123, 148 e 200.

Le Scarpe sulla riva del Danubio

Le Scarpe sulla riva del Danubio, Cipők a Duna-parton in ungherese, sono un memoriale dell’Olocausto realizzato nel 2005 dal regista Can Togay insieme allo scultore Gyula Pauer. L’opera artistica si trova appunto sulla riva del Danubio, nella parte di Pest, e raffigura delle scarpe poste sul ciglio della banchina. Ciò che colpisce di quest’opera, o perlomeno che ha colpito me, è la presenza di scarpe di bambini oltre che di donne e uomini. Questa scultura rappresenta un massacro di cittadini ebrei compiuto durante la Seconda Guerra Mondiale da parte del Partito delle Croci Frecciate, milizia che collaborò con i nazisti nello sterminio degli ebrei. I miliziani trascinavano gli ebrei lungo il fiume Danubio e poi li uccidevano, legati a gruppi di tre, con un colpo di pistola alla nuca. I corpi venivano poi gettati nelle acque del fiume.

scarpe sulla riva del Danubio_Memoriale Olocausto

Come arrivare

Non essendo distante dal Parlamento di Budapest, per raggiungere il Memoriale potete prendere gli stessi mezzi che utilizzereste per arrivare al Parlamento. Ci arrivano sia la Linea Metro 2 che l’autobus nr. 15. Dal Ponte delle Catene invece è raggiungibile a piedi in 10-15 minuti di cammino.

scarpe sulla riva del Danubio_Giorno della Memoria

Altri luoghi della memoria a Budapest

A Budapest non è il solo luogo dedicato alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto, dato che, statisticamente, una su dieci vittime dello sterminio perpetrato dai nazisti era di origine ungherese. In città si trova anche l’Holocaust Memorial Center. Io purtroppo non ero riuscita a visitarlo dato che a Budapest avevo fatto soltanto una toccata e fuga, ma penso che se dovessi tornare a Budapest lo visiterei senz’altro.