Come si vive a Londra? I pro e i contro raccontati da chi ci vive

Come si vive a Londra? Ce lo dice chi ci vive tuttora, con i pro e i contro, le possibilità e i limiti di una città che si ama o si odia, o entrambi, ma in ogni caso che provoca emozioni forti.

Ho vissuto a Londra 4 anni. Non ci vivo (e metto piede) ormai da poco più di cinque anni. Ci sono giorni in cui Londra mi manca tantissimo, altri in cui non ne sento affatto la mancanza. Londra è anche questo: una città che fa scaturire emozioni forti e spesso contrapposte.

La mia però è soltanto una esperienza, ed è appunto mia. In questo articolo ho voluto raccogliere le esperienze delle Travel Blogger Italiane che vivono tuttora a Londra, per darvi un quadro più ampio di come si vive a Londra.

Esperienze di donne che hanno deciso di vivere a Londra

Come si vive a Londra? Da Napoli a Londra, biglietto di sola andata

Di Alessia, coautrice del blog Italian Trip Abroad

Londra la si ama o si odia. I primi anni sono sempre i più “facili” per alcuni aspetti, difficili per molti altri. C’è la voglia di conoscere una nuova città, il desiderio di crescere professionalmente e il sogno di riuscire a realizzarsi. Passati i primi anni, tutto cambia. Una città come Londra non è per tutti, stare al ritmo di questa grande metropoli può spaventare moltissimo. Io ho preso la decisione di trasferirmi a Londra quando avevo 18 anni, immediatamente dopo la maturità mi sono munita di un volo solo andata, con la speranza di non tornare, come tanti miei coetanei.

Ero già consapevole che non sarei tornata, benchè amassi la mia bellissima Napoli, nutrivo la voglia di misurarmi con una realtà come Londra, avanti anni luce dalla mia quotidianetà. Conoscevo i limiti di Napoli e volevo superarli, per questo dovevo affrontare le mie paure per afferrare i miei desideri. 

Mi ero catapultata in un altro mondo. Un mondo frenetico, ovunque affollato con orari assurdi e distanze spesso proibitive. Mi sentivo piccola, ma allo stesso tempo grande e in crescita. Dinnanzi avevo moltissime opportunità, lavorative e di vita, dovevo solo scegliere quale percorso intraprendere.

Ho avuto l’opportunità di conoscere persone fantastiche, crescere lavorativamente, creare e sviluppare il mio buisness e diventare indipendente da tutto e da tutti. Qui puoi essere chi vuoi, hai la libertà di poter dire di no senza paura che il tuo capo di licenzi, hai il potere di costruirti il tuo futuro e scegliere cosa fare nella vita. 

Ovviamente, come tante città ha anche i suoi contro. Essendo una città sempre in movimento a volte ci si sente persi, dover stare al ritmo frenetico dei londinesi fa si che tutta la nostra quotidianità si velocizzi ancora di più. Ma se hai voglia, fai presto a diventare Londinese anche tu.

Quando adesso torno a casa, dai miei cari, Napoli mi sembra magica, ma io vado al ritmo di un motore benzina, quando tutto intorno a me è un diesel. E’ questo che ti rende differente, ho il ritmo del cittadino del mondo, di quello che ha sogni grandi e voglia di arrivare sempre più su. Adesso mi piace trovare la metro affollata ad ogni ora del giorno e della notte, anche se a volte è troppo.

Come tutti i Londinesi mi danno noia i turisti in giro, cerco di fare il giro largo, e quella che una volta ero anche io oggi la vedo come un ostacolo nella mia routine. Ci sono molti pro e contro nel vivere a Londra per lungo tempo, ma questa città mi ha insegnato che puoi odiarla quanto vuoi, tornerai sempre, anche se solo con il pensiero.

Southbank_come si vive a Londra

Alla ricerca di dinamicità e multiculturalità: l’esperienza di Miriam a Londra

Di Miriam, autrice del blog Miry Giramondo

Da quasi due anni a questa parte Londra è diventata la mia casa. Ho deciso di trasferirmi in questa vivace metropoli dopo il mio viaggio in Asia durato un anno; cercavo qualcosa di dinamico, frizzante, flessibile e multiculturale e, a distanza di tempo, posso dire che Londra è stata una scelta azzeccata. Sono arrivata in città conoscendo già bene il mondo anglosassone e avendo le idee molto chiare su cosa volevo fare.

Grazie a questa chiarezza, dopo sole due settimane ho trovato il lavoro che volevo nel posto che avevo sempre sognato, in quello che prima del Coronavirus era l’aeroporto più trafficato d’ Europa: Heathrow. Un momento dove la mia soddisfazione raggiunse dimensioni astronomiche!

In Italia avevo provato molte volte ad inviare, senza successo, la mia candidatura in vari aeroporti, invece Heathrow mi accolse subito a braccia aperte! Il mio ufficio era costituito da persone di diversa provenienza; nessuno dei miei colleghi era di origine inglese e questo mi ha permesso non solo di conoscere a fondo le loro diverse culture, ma mi ha dato anche la possibilità di assaggiare piatti particolari come il chicken biryani, cucinato dal mio collega bengalese quando si organizzavano dei party in ufficio.

La nota dolente del lavoro in ufficio era la pausa pranzo: nel breve intervallo di mezz’ora, la maggior parte delle persone mangiava un tramezzino con un contorno di patatine davanti al computer. Pochi di loro avevano l’abitudine di cucinare, anche se un giorno una mia collega mi disse: “per me cucinare è anche fare un caffè”. Potete dunque immaginare lo stupore dei miei compagni di lavoro quando portavo da casa le cose che avevo cucinato la sera prima.

Un altro aspetto positivo, alla fine di giornate impegnative o quando capitava di fare straordinario, era la voce della mia manager che mi diceva sempre “Thank you!”. In Italia mai nessuno mi ha ringraziato per il tempo sottratto al mio tempo libero. Anche per quanto riguarda il piano ferie non ho mai avuto problemi; all’inizio pensavo che il mio superiore me le rifiutasse poichè in Italia dovevo regolarmente supplicare per averle, ma per fortuna ad Heathrow questa scena inconcepibile non è mai successa.

Con il Coronavirus sono cambiate molte cose in aeroporto e, in un momento così delicato, sono pure riuscita a cambiare lavoro quindi sostengo che Londra è davvero una città piena di opportunità.

Tower Bridge_come si vive a Londra
Source: Pixabay

Dieci anni a Londra e non sentirli: una scelta azzeccata

Di Flavia, autrice del blog In giro con Fluppa

Tra pochi mesi celebrerò il mio decimo anniversario di vita a Londra e, sebbene il primo impatto con questa città non sia stato proprio idilliaco, posso dirmi pienamente soddisfatta della mia scelta. 

Se c’è una cosa che Londra mi ha insegnato, è che la città perfetta non esiste. Ogni luogo ha pro e contro, è adatto a qualcuno ma non a qualcun altro, cambia volto in base ai momenti, alle aspettative, alle prospettive di vita. Non biasimo chi sceglie di vivere a Londra, ma nemmeno chi decide di lasciarla. Ho visto tante persone arrivare e poi cambiare idea, così come tanti che invece sono rimasti e si sono creati una vita permanente. 

I lati negativi di Londra sono noti, ma ben bilanciati da quelli positivi.

Il clima, che a volte riesce ad essere davvero snervante. Non è vero che a Londra piove sempre, ma è sicuramente vero che è spesso grigio. Nevica raramente, anche se le basse temperature lo consentirebbero, e quando succede i fiocchi si sciolgono ancora prima di toccare terra. Ma quando esce il sole, quando spuntano i fiori, quando arriva l’estate, Londra rinasce, cambia volto e diventa meravigliosa. A parte delle rarissime giornate, non fa mai quel caldo afoso che ti toglie la voglia di vivere, anzi l’estate a Londra ha quella temperatura ideale che ti permette di restare fuori un’intera giornata senza aver bisogno di tornare a casa a lavarsi il sudore di dosso.

Londra poi è un rullo compressore: se non hai uno scopo, un obiettivo, una motivazione forte per restare, lei ti schiaccia senza pietà. Ma al tempo stesso ti fornisce tutti gli strumenti necessari per raggiungere il tuo obiettivo, devi solo avere pazienza, preparazione e forza di volontà. 

Non mi vergogno a dire che non tornerei a vivere in Italia perché Londra ormai mi ha viziata, con la sua burocrazia snella e veloce, con il suo customer service ai limiti dell’impeccabile, con la semplicità nel cambiare lavoro, con la serenità nel sapere che per la società sono un essere umano con dei diritti e un valore, non solo un numero.
Ci sono tantissimi altri motivi per cui amo e odio questa città, li ho elencati in un post scritto diversi anni fa ma ancora attuale: Londra, ti odio e ti amo.

Come si vive a Londra trasporti
Source: Pixabay

Sentirsi a casa a Londra: Simona e la ‘sua’ Londra

Di Simona, autrice del blog Una soffitta per due

La mia avventura a Londra è iniziata quattro anni fa. Sono partita col mio compagno e la mia gattina. Avevamo entrambi un buon lavoro in Italia quindi il trasferimento non era dovuto a necessità, ma al desiderio di provare una nuova esperienza e trovare nuovi stimoli. Essendo molto legata alla mia Bologna, Londra era l’unico luogo nel quale mi sarei potuta trasferire.

Viaggiando si vedono tanti luoghi meravigliosi, ma solo raramente ci si sente “a casa”. A Londra, fin dalla mia prima volta,  mi sono sentita subito a casa. È impossibile riassumere un’avventura così intensa come un trasferimento all’estero in poche parole. Le esperienze che mi sta regalando questa città sono straordinarie.

Qui vi elenco una piccola parte delle cose che mi piacciono del vivere a Londra:

1. Camminare per strada e sentire parlare decine di lingue diverse;

2. La generale educazione ed il rispetto delle regole. C’è molta ironia sulla passione degli Inglesi per fare le file, tuttavia è indice di una cultura che dà per scontato che aspettare il proprio turno sia la cosa giusta da fare;

3. Il fatto che la maggior parte dei londinesi vive in case (terraced house) di due o tre piani con il proprio giardino privato. Ora che anche io ho un mio spazio verde e ho scoperto le gioie del giardinaggio non potrei più vivere senza!;

4. La città è piuttosto cara, ma ci sono mille attività gratuite, basti pensare ai meravigliosi parchi ed ai musei. Ma anche concerti, eventi, mercati, etc.

5. Il clima. Strano vero? Eppure Io mi sono trovata molto bene nel clima londinese, mai troppo caldo (d’estate raramente si superano i 30 gradi) e mai troppo freddo (raramente si scende sottozero). Dopo aver fatto l’abitudine al drizzle (la leggera pioggerellina piuttosto frequente), il resto non è poi così male!    

Tra i lati negativi (oltre ovviamente alla mancanza della famiglia e degli amici) ci sono le distanze.

Londra si è sviluppata prevalentemente in orizzontale, come dicevo sopra, con la maggior parte delle abitazioni di pochi piani. Sono rare le zone residenziali composte da grattacieli. Questo rende la città più umana a mio parere, tuttavia per ospitare quasi nove milioni di persone i confini della metropoli si sono allargati moltissimo. Se si hanno amici che vivono dall’altra parte della città e che non sono sulla stessa linea della metro, raggiungerli può diventare un’odissea.  Questo ha un forte impatto sulle relazioni sociali e sul modo in cui i londinesi socializzano. 

Come si vive a Londra_Big Ben e London Eye
Source: Pixabay

Vivere e lavorare a Londra: i sacrifici vengono ricompensati

Di Tiffany, autrice del blog Black Raven Diary

Londra è una città che può darti tantissimo come può far sentirti vuoto. Si sa, le opportunità che questa città offre sono innumerevoli. Nella sua varietà culturale c’è spazio per chiunque voglia mettersi in ballo davvero, per chiunque disposto ad imparare ogni giorno e a chi ha la voglia di migliorarsi.

Purtroppo, invece, non c’è spazio per chi spera che le cose cadano dal cielo. Si deve imparare quell’odiato inglese che noi italiani fatichiamo a pronunciare, si devono fare sacrifici e vivere in stanze che sembrano sgabuzzini, e dopo il primo periodo che sembra essere una montagna insormontabile ti assicuro che penserai che ne è valsa la pena. Non siamo in Italia, qua i sacrifici fatti vengono ricompensati.

Detto ciò, non invito nessuno a fare la valigia all’improvviso e partire in cerca di fortuna. Anzi, ritengo che sia importantissimo partire con un piano ben studiato in mente, in questo modo il processo di inserimento avverrà molto più velocemente senza perdere anni in lavoretti che ti fanno guadagnare abbastanza bene, ma che sono fini a sé stessi.

Altro elemento da prendere in considerazione è lo stile di vita a cui aspiriamo. Te lo dico subito, se sei una persona che vuole ritrovare le sue abitudini italiane dovunque vada, questo non è il posto giusto per te. La vita è molto più frenetica qua. Tutti hanno orari diversi e non esiste la domenica libera fissa a pranzo con gli amici o in famiglia (a meno che fai uno dei tanti ambiti lavori di ufficio dagli inglesi; ma se parti da zero mi sembra improbabile). A volte, per un’uscita di gruppo bisogna prendersi l’appuntamento settimane prima. Adattarsi è la parola chiave.

Ogni volta che torno in Italia, superato un primo momento nostalgico, presto mi rendo conto di quanto mi manchi Londra per le grandi comodità e le cose da fare che offre. E a chi dice che a Londra non si instaurano veri rapporti, le persone che ho incontrato in cinque anni qua mi hanno dato più di quanto l’Italia abbia fatto, purtroppo, in ventidue anni.

Un bel mix di esperienze, non trovate? Se invece volete leggere di chi, come me, ha deciso di andarsene dopo un periodo trascorso a Londra, leggete qui.

4 commenti su “Come si vive a Londra? I pro e i contro raccontati da chi ci vive”

  1. Non ho mai vissuto a Londra ma, da turista, l’adoro! Secondo me però non esiste il luogo perfetto, altrimenti saremmo tutti lì. Questo vale per Londra come per qualsiasi altro posto. Noi ci siamo trasferiti “solo” in Alto Adige dal Piemonte, non siamo andati all’estero, ma anche noi diciamo sempre a chi ce lo chiede che ci sono pro e contro nel vivere qui.

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  2. Da turista, i posti che visitano mi sembrano tutto meglio di quello dove vivo. Quando poi fai sul serio e ti trasferisci, lì ti rendi conto anche dei difetti. Io adoro Londra, ci sono stata diverse volte e ci tornerei in continuazione. Non so se ci vivrei, come probabilmente non vivrei in nessuna metropoli, dove mi sentieri un po’ schiacciata. molto interessanti e considerazioni sul mondo del lavoro

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