L’esperienza au pair in Germania o in un altro Paese è molto gettonata tra coloro che decidono di trascorrere un periodo all’estero. Non perché sia una cosa facile, anzi tutt’altro. Come abbiamo letto nelle interviste di Flavia e Sara è un lavoro di grande responsabilità e nel quale ci vuole tanto spirito di adattamento sia da parte dell’au pair che della famiglia ospitante. Allo stesso tempo però è un’esperienza che ti permette di immergerti nella cultura del posto a 360°, dal vivere in famiglia a parlare una lingua diversa dalla tua.

Maria a 19 anni ha deciso di partire come au pair in Germania, dove ha trascorso ben 16 mesi. Ma sentiamo da lei la sua esperienza che come vedremo non è stata solo rose e fiori.

Cosa ti ha spinto a fare quest’esperienza?

La voglia di vivere all’estero e di imparare bene una nuova lingua era tanta. Dopo la maturità la mia prima mossa da “adulta libera” era chiara. Desideravo inoltre mettermi in gioco e provare a fare un’esperienza che mi vedesse come unica protagonista. Non avevo mai intrapreso un viaggio così, preso un aereo da sola, preparato una valigia per un lungo periodo di tempo…

Au pair in Germania_Maria

Qual è stato l’aspetto che ti è piaciuto di più dell’esperienza come au pair in Germania?

Ci sono così tante cose che apprezzo. L’esperienza da ragazza alla pari è stato un periodo cruciale nella mia vita, è stata un trampolino di lancio nella vita vera e mi ha indicato la strada e portata dove sono ora. Ho incontrato tantissime persone, che anche ad anni di distanza fanno ancora parte della mia vita. Fare la ragazza alla pari mi ha insegnato tanto, sotto diversi punti di vista. Se dovessi scegliere direi che la cosa che più apprezzo è il fatto di aver dimostrato a me stessa la mia forza, è sempre bello guardare indietro e rivivere questa esperienza.

Hai incontrato delle difficoltà? Se sì, quali?

Si, ho avuto un’esperienza negativa con la prima famiglia che mi ha ospitata. Mi sentivo sempre sola, non ero un membro della famiglia e vivevo nella paura di essere sgridata dalla mamma ospitante, che era maniaca delle pulizie. Non facevo altro che pulire, aspirare, stirare e riordinare. Dopo due mesi ho deciso di andarmene. È stato difficile trovare il coraggio di andare a parlare con la famiglia che mi ospitava e dire che stavo male e volevo andare via, la reazione è stata negativa a dir poco: mi hanno buttata fuori di casa svegliandomi alle 6 del mattino. Chi non ha vissuto questa esperienza non sa cosa significhi vivere una situazione del genere. Ad anni di distanza so ancora quello che si prova e ho potuto aiutare un’amica che ha vissuto la stessa cosa. Nel mio blog parlo anche di questo e spero di poter essere utile a tanti ragazzi e ragazze che intraprendono questa strada. Per saperne di più: https://obiettivoaltrove.com/au-pair-e-se-va-male-come-cambiare-famiglia/

Germania

Quali competenze hai acquisito a livello personale e/o professionale?

Ho seguito un corso di tedesco, studiato per conto mio e parlato il più possibile con la famiglia ospitante, conoscenti e amici che mi sono fatta. Ho imparato il tedesco a un livello tale da permettermi di superare il test per studiare in un’università in Germania. Grazie alla padronanza della lingua sono riuscita a conseguire una laurea triennale e trovare lavoro in Germania subito dopo. Imparare una lingua per bene è una marcia in più e nel caso del tedesco, non avrei potuto fare diversamente. Sono quindi molto soddisfatta di questa decisione.

Germania_Stuttgart

Quali raccomandazioni daresti a chi volesse fare un’esperienza come au pair in Germania o altrove?

Quando si decide di diventare au pair si ha sempre voglia di partire e un po’ paura di non trovare una famiglia. È invece importante non avere fretta di partire, perché ci porta ad accettare delle offerte che non fanno per noi e ci fanno capitare in famiglia sbagliate. In questo post ho scritto molti consigli a riguardo: https://obiettivoaltrove.com/au-pair-consigli-su-come-trovare-la-famiglia-giusta/

E se anche eravate sicuri di aver scelto una bella famiglia, ma poi vi trovate male, non lasciate che la situazione prenda il sopravvento, non stringente i denti finché non è ora di tornare a casa, ma provate a ribaltare la situazione, cambiare famiglia e vivere una bella esperienza. Un’altra cosa che mi sento di consigliare è “sfidate voi stessi”. Affrontate i vostri limiti e le vostre paure, ne uscirete arricchiti e forti!

Au pair in Germania_Maria a Berlino

Trovate Maria e i suoi racconti sul blog Obiettivo Altrove. Voi la fareste un’esperienza come au pair in Germania o altrove? Ditecelo nei commenti.