Estonia_framed_experience

In un mondo sempre più globale e connesso, fare delle esperienze all’estero, in un Paese anche molto diverso da quello a cui siamo abituati, è diventato quasi imprescindibile. Lo sa bene Valentina, che nel 2015, a soli 21 anni, ha deciso di fare il tirocinio curricolare, richiesto dalla sua università, in un altro Paese. L’esperienza del tirocinio all’estero è altamente professionalizzante, perché ti permette non solo di acquisire competenze professionali che magari prima non avevi, ma anche e soprattutto di metterti in gioco, come persona prima che come professionista. Valentina ha fatto proprio questo scegliendo una meta fuori dai canoni tradizionali dell’Erasmus o dei tirocini, ha scelto l’Estonia, un Paese che può sembrare tutt’altro che ospitale e che invece riserva delle grosse sorprese. In questa breve intervista Valentina ci racconterà la sua esperienza, ma soprattutto la sua crescita personale, perché da un viaggio non si torna mai come si è partiti…

Estonia_framed_experience

Cosa ti ha spinto a fare quest’esperienza?

Ho sempre desiderato vivere un’esperienza all’estero per viaggiare, scoprire nuove realtà, Paesi e culture e soprattutto per conoscere me stessa e mettermi alla prova. Dato che il mio percorso universitario prevedeva un tirocinio obbligatorio da svolgere entro i tre anni del corso ho deciso di far conciliare le due cose e partire.  Avrei voluto partecipare ad un progetto Erasmus ma per vari motivi tra cui impegni extra scolastici e proposte di lavoro a cui non ho voluto rinunciare ho deciso di ripiegare su due mesi di tirocinio a Tartu, in Estonia.
L’ente ospitante era il Tartu Marathon Club ovvero l’ente organizzativo dei principali eventi sportivi del Paese con sede a Tartu, la seconda città più grande dell’Estonia e che ospita le più importanti ed antiche università dei Paesi Baltici.

Tirocinio_lavori in corso

Qual è l’aspetto che più ti è piaciuto del tuo percorso? Sei riuscita a viaggiare un po’ mentre eri in Estonia?

I due mesi che ho trascorso in Estonia sono stati relativamente brevi ma intensi, ricchi di esperienze e scoperte. Tanti sono gli aspetti che ho apprezzato e che mi porto dentro. Primi fra tutti la cordialità e l’ospitalità con cui mi hanno accolta all’interno dell’azienda in cui ho svolto il tirocinio. Mi hanno fatta sentire una di loro, hanno avuto fiducia nelle mie capacità e mi hanno coinvolta in ogni momento e attività, nonostante le barriere linguistiche.

Per due mesi sono stata “adottata” dalla famiglia della mia tutor e ho trascorso molto tempo con loro così come con il collega che mi ha ospitato per tutto il mio soggiorno. Si andava alle feste tradizionali del paese, a salutare amici e parenti, si girava l’Estonia per organizzare tornei sportivi e sfide di barbecue. L’esperienza più bella è stata l’organizzazione di una gara di 42 km in un bosco vicino a Tartu. Siamo partiti in tre in bici per tracciare il percorso, non avevamo niente con noi se non qualche bandierina e tante merendine. Lungo la strada è successo di tutto: ha cominciato a piovere, uno dei due ragazzi che erano con me ha rotto la bici e infine abbiamo perso l’orientamento ed esaurito le scorte di cibo. Dopo parecchie ore in giro siamo riusciti a ritrovare la strada di casa. La nostra “casa” quella sera è stata una casupola diroccata in legno dispersa nel bosco ma in quel momento piacevolmente accogliente. Con un bagno nel laghetto poco distante ed una sauna da veri estoni (la nostra casetta aveva anche la sauna!) ci siamo ripresi subito.
Oltre a visitare molte zone dell’Estonia, tra cui dei villaggi poco conosciuti dove il tempo sembrava essersi fermato al periodo sovietico, sono stata più volte a Tallinn e Riga.

Panoramic view_Estonia

Hai incontrato delle difficoltà? Se sì, quali?

Come già accennato prima, la difficoltà più grande è stata sicuramente la lingua. Tutti si sforzavano di parlare in inglese ma ovviamente la lingua parlata era l’estone. Si tratta di una lingua poco diffusa con una forte influenza dal finlandese e dal tedesco, piuttosto difficile da capire ed intuire. Prima di partire avevo tentato di imparare qualcosina ma con scarsi risultati. Mi dispiaceva molto non riuscire a capire e comunicare, poter intervenire nei vari discorsi e sentirmi partecipe fino in fondo. Mi capitava spesso di essere in un gruppo di persone e di sentirmi persa perché non solo non potevo esprimermi ma non sapevo nemmeno quale fosse l’argomento del discorso. Lo definirei quasi snervante essere circondata da persone che continuano a parlare come se tu potessi capirle mentre in realtà non puoi fare altro che guardarti attorno e sorridere. Perlomeno un’espressione amichevole ed un sorriso non hanno lingua, abbattono le barriere e sono uguali in ogni paese in cui ti trovi.

Estonia: Vale's travels

Quali competenze professionali e/o personali hai acquisito?

Grazie a questa esperienza ho imparato a lavorare in gruppo, ho migliorato le mie conoscenze linguistiche in inglese e in francese visto che le usavo entrambi per vari compiti che l’azienda mi affidava. Ho imparato a gestire meglio le mie emozioni, lo stress nel dover portare a termine dei lavori in breve tempo e in circostanze talvolta poco confortevoli. Ho imparato ad essere un po’ più autonoma e indipendente (due mesi non bastano), ad adattarmi e adeguarmi a ritmi e abitudini diversi dai miei, a confrontarmi e ad essere più aperta.

Estonia: Vale & friends

Quali raccomandazioni daresti ad un/a ragazzo/a che volesse fare questo tipo di esperienza?

State pensando di fare le valigie e partire per intraprendere un percorso simile? Buttate dentro coraggio, capacità di adattamento e tanta voglia di imparare. Ogni persona che incontrerete, ogni compito che porterete a termine vi lascerà qualcosa. Non prendete niente per scontato: ogni singolo dettaglio è importante e utile per il futuro. Se avete la possibilità di svolgere un tirocinio all’estero, non consideratela un’esperienza prettamente lavorativa ma godetevi tutto quello che vi circonda. Viaggiate, scoprite ed affezionatevi. Prendetela come una possibilità di confronto, trasformatela in una fonte di ispirazione per quella che sarà la vostra strada in futuro. E ricordatevi che prima di tutto si tratta di un viaggio e che quindi prima di partire è bene informarsi sugli usi del Paese, sui posti da visitare e su cosa si vuole fare.
Per viaggiare bisogna avere degli obiettivi e per raggiungerli si deve essere curiosi.

Tirocinio in Estonia: premiazione

Vuoi aggiungere qualcosa sulla tua esperienza?

La scelta di partire per l’Estonia non è stata di certo immediata e se devo essere sincera inizialmente ero piuttosto scettica e titubante. Avevo la possibilità di scegliere tra diverse realtà ma alla fine sono partita per l’Estonia seguendo il consiglio di chi aveva più esperienza di me nel settore in cui ho svolto il tirocinio. Ripensandoci sono estremamente felice di aver fatto questa scelta.
Ho capito che una meta non deve essere ambita e popolare per essere bella, devi solo poterla sentire tua! E forse questo lo si capisce solo dopo, quando ti accorgi di aver lasciato tanto durante il tuo viaggio e di essere riuscita a tornare portando con te molto, molto di più…

Tirocinio in Estonia: Vale & friend

 

E voi avete fatto un tirocinio all’estero? Vi è servito dal punto di vista professionale e/o personale? Mi piacerebbe sentire anche la vostra esperienza… 

4 commenti

  1. Io non ho fatto tirocini all’estero ma preparato una tesi sì (sono stata un mese e passa in California). Sono anche stata in Estonia, o meglio a Tallinn, una città che mi è piaciuta moltissimo e di cui mi ha colpito l’evoluzione. Ricordo addirittura diverse pubblicità su posti di lavoro aperti per stranieri. Insomma, nella esperienza la ragazza 😉

    1. Author

      Certo, questo tipo di esperienza dà sicuramente una marcia in più! Grazie per essere passata a trovarmi 🙂

  2. Quanto avrei voluto fare uno stage all’estero, ci ho provato un paio di volte ma in entrambe le volte non è andata! Le motivazioni per un’esperienza simile sono tantissime e non solo legate all’ambito nettamente professionale e, indipendentemente dal luogo, si torna a casa sempre con qualcosa in più!

    1. Author

      Assolutamente d’accordo Katja! E non si è mai troppo vecchi per fare un’esperienza all’estero, magari non uno stage, ma una vacanza-lavoro o un soggiorno linguistico! Le opzioni sono infinite 🙂

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